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35mila euro al mese al medico-gettonista di 70 anni: la mappa di ospedali e regioni che pagano di più | Inchiesta

October 13, 2026
Manlio Pistolesi

Il nono rapporto Gimbe sul servizio sanitario nazionale ha riacceso le polemiche sullo stato della sanità pubblica in Italia. Un sistema che deve fare i conti con le dimissioni volontarie del personale, liste d'attesa molto lunghe e cittadini che rinunciano a curarsi. Nell'analisi è stata dedicata un’attenzione particolare al fenomeno dei medici gettonisti, una pratica che avrebbe permesso a un medico ultrasettantenne di guadagnare oltre 35mila euro in un mese nella provincia di Frosinone. Cosa dice la legge e quanto (e dove) spendiamo per dottori e infermieri supplenti?

Cosa dice la legge su medici e infermieri gettonisti

Il primo intervento per tagliare le spese per i medici e gli infermieri gettonisti è stato fatto con il decreto legge 34/2023, poi convertito nella legge 56/2023. L'articolo 10 consente alle aziende e agli enti del Servizio sanitario nazionale di affidare a terzi i servizi medici e infermieristici solo in caso di necessità e urgenza e di fronte a una grave carenza di personale. Il ricorso a tale pratica, inoltre, deve avvenire in una sola occasione e senza ulteriori proroghe. Sono tutte disposizioni che non si applicano agli affidamenti in quel momento in atto e alle procedure di affidamento in corso di svolgimento.

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Sulla questione il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha poi fornito le linee guida che le aziende sanitarie devono seguire per affidare a terzi i servizi medici e infermieristici necessari. Il 17 giugno 2024 il ministro ha firmato un decreto che fissa gli standard qualitativi e i prezzi di riferimento. In particolare, i servizi medici in pronto soccorso/anestesia e in rianimazione possono essere retribuiti fino a 85 euro l'ora (il tetto scende a 75 euro l'ora per gli altri reparti). I servizi infermieristici, invece, non possono superare la soglia dei 28 euro l'ora in pronto soccorso e i 25 euro l'ora in tutti gli altri casi.

Il 31 luglio 2025 è inoltre scattato il divieto di stipulare nuovi contratti una volta che i vecchi vanno in scadenza. Eppure il governo ha addirittura pensato di prorogare la pratica di ricorrere ai gettonisti in pronto soccorso. Il provvedimento era stato inserito in una bozza di un decreto legge di agosto 2026, ma alla fine la deroga non è entrata nella versione definitiva del testo.

L'analisi della fondazione Gimbe: record di dimissioni

Il tema dei gettonisti è stato analizzato anche nel nono rapporto della fondazione Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Il dossier analizza il fenomeno all'interno di uno scenario ormai critico per i professionisti del settore. Come riporta il Centro studi Anaao Assomed, i medici scappano dalla sanità pubblica a un ritmo mai registrato prima: nel 2025 le dimissioni sono state del 150 per cento in più rispetto alle 1.503 del 2024. Si tratta di più di 3 medici su 100. Le motivazioni sono molteplici: i turni durissimi, l'equilibrio tempo libero-lavoro e gli stipendi non allineati.

Per alcuni passare al privato o diventare un gettonista può quindi risultare un’opzione più che valida. Secondo i dati della Relazione annuale Anac 2025, dal 2019 al 2024 la spesa contabilizzata per i gettonisti è aumentata. Nel 2019 equivaleva a 183,2 milioni di euro, nel 2021 è salita a 283,9 milioni e nel 2024 (con la pandemia di Covid-19 alle spalle) ha raggiunto i 457,5 milioni di euro. La somma totale supera il miliardo e mezzo di euro (1.531 milioni). Una cifra che però va scomposta per i rispettivi codici generici con cui sono ordinati gli appalti consultati sulla piattaforma Anac.

Il codice 79625000-1 indica i servizi di fornitura di personale medico, mentre il 79624000-4 riguarda i servizi di fornitura di personale infermieristico. Sul totale solo 143,7 milioni sono riconducibili ai medici e 129,9 milioni per gli infermieri. Il resto è catalogato come servizi di fornitura di personale con codice generico 79620000-6 (1,2 miliardi di euro).

La spesa per regione e le tendenze degli ultimi anni

Nel biennio 2024-2025 la domanda di gettonisti ha raggiunto un nuovo record: 1,06 miliardi. Nel solo 2025 gli affidamenti riconducibili ai medici sono aumentati del 62 per cento in valore economico rispetto al 2024, mentre per gli infermieri si è ridotta (-48 per cento). Tra il 2024 e il 2025 solo 8 regioni hanno ridotto gli importi, 9 li hanno incrementati mentre Molise, Puglia e Campania non hanno proprio richiesto i servizi.

La Sardegna guida la classifica dei gettonisti. Nel 2025 gli enti locali sardi hanno speso 209,6 milioni in servizi di fornitura. Seguono la Lombardia (95,68 milioni), l'Abruzzo (74,9 milioni), il Piemonte (57,5 milioni) e la Toscana che con 34,87 milioni chiude così la top 5 delle regioni con in contratti più salati per i servizi di fornitura di personale.

Il report di Gimbe si chiude sull'analisi dei contratti sottoscritti nel primo trimestre del 2026. Il valore economico degli accordi è di 12 milioni di euro, di gran lunga inferiore all'equivalente nello stesso periodo 2025 (più di 200 milioni di euro). Per Anac il dato registrato non consente ancora di delineare una consolidata inversione di tendenza. E le cifre possono essere incomplete per via dell'utilizzo, in sede di appalto, del codice più generico 79620000-6 che indica i servizi di fornitura di personale, compreso personale temporaneo.

I contratti del 2026: da Roma al Friuli

Se si restringe la ricerca agli appalti del 2026 ci sono 13 tra Asl, Asp, Usl e Asst che hanno pubblicato appalti per servizi di fornitura di personale medico (79625000-1) e per servizi di fornitura di personale infermieristico (79624000-4). Il più importante a livello economico è l'appalto dell'Asl Roma 5 da più di 4 milioni di euro, pubblicato il 18 maggio e aggiudicato il 12 agosto. La gara, vinta da Dea medical consulting srl a 4,23 milioni di euro (con un ribasso del 2,35 per cento), riguarda la fornitura di personale medico per la guardia attiva di pronto soccorso diurna e/o notturna per l'azienda sanitaria locale. Un servizio della durata di un anno.

La Asl Roma 5 ha potuto indire la gara perché, come riporta la deliberazione del direttore generale del 13 maggio, non è riuscita, nonostante il ricorso a concorsi pubblici, graduatorie concorsuali e manifestazioni di interesse, a reclutare abbastanza professionisti per colmare la carenza di personale. Nelle premesse del documento si segnala un problema che abbiamo già citato: "Il fenomeno delle dimissioni volontarie del personale neo-assunto".

La seconda azienda sanitaria per valore base d'asta di una gara è quella di Alessandria. Il 13 aprile 2026 ha pubblicato un bando con oggetto "servizio infermieristico presso Odc Asl Al" con un importo di oltre 2,2 milioni di euro. La gara è stata aggiudicata da Kairos società cooperativa sociale il 9 giugno a un importo di 1,8 milioni di euro. Al terzo posto c'è l'As del Friuli occidentale che il 24 marzo ha pubblicato una gara con una base d'asta di 1,4 milioni di euro per reperire medici e infermieri con i quali fornire assistenza alla Casa circondariale di Pordenone. 

Nella determinazione del dirigente responsabile del 27 marzo si leggono motivazioni simili a quelle di Roma dietro all'indizione della gara: "Dotazione organica in condizioni di sofferenza", "non dispone di personale convenzionato che presta assistenza negli istituti penitenziari", "non vi è la possibilità di ricorrere a convenzioni con altri Enti del Ssn".

Come visto alcune asl stanno facendo fatica a colmare le carenze di personale e stanno continuando a bandire gare, nei termini previsti dalla legge, per sopperire alle mancanze. Nonostante l'intervento legislativo, i problemi rimangono.

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