A casa tutti la chiamavano Lola. Lola è il nome con cui in famiglia veniva chiamata Maria Lai, nella casa che l’artista ha frequentato fin dall’infanzia e dove ha vissuto, per oltre 20 anni, al rientro in Sardegna. L’artista permea l’ambiente del suo carattere, delle sue distrazioni creative. Muri e pareti diventano arte, sotto le sua mani. Maria Lai ha allargato il concetto al suo intero piccolo mondo, la casa, il paese, il territorio.
In questa dimora incantata l’artista ha lavorato alle tele cucite, ai libri scritti con ago e filo, alle ceramiche, ai telai policromi, ha inventato giochi e scritto filastrocche per i nipoti, in queste stanze ha incontrato e ospitato gli artisti suoi amici.


Le foto raccontano della vita che pervade questa casa, quasi una creatura vivente, dove ogni spazio merita attenzione: anditi, stanze, officine, cantine, giardini. Perfino l’aria.
Stanze dove è possibile sentire la presenza della persona che lì ha vissuto per tanti anni.
Maria Lai sognante e sognata abita ancora quelle stanze e quegli ambienti.
Pietro Basoccu ci accompagna in un viaggio nell’ambiente che Maria ha plasmato a sua immagine e stravaganza d’arte. Queste foto sembra di poterle toccare, oppure salirci sopra come in una barchetta di bambino. Le foto sono gli strumenti, sta al visitatore costruire intorno la sua personale melodia di Maria Lai.
Poesie e filastrocche
La mostra è composta da 36 stampe in bianco e nero di grandi dimensioni ed è accompagnata da un catalogo edito dalla Soter, A casa di Lola, sulle tracce di Maria Lai che riporta alcune filastrocche e poesie inedite dell’artista e i commenti alle foto della nipote Maria Sofia Pisu presidente dell’Archivio e della fondazione Maria Lai.
Scrive Sonia Borsato, curatrice e docente all’Accademia di Belle arti di Sassari nella presentazione del nuovo lavoro del fotografo e medico.
«Pietro Basoccu è il primo autore a cui viene concesso di realizzare un lavoro fotografico oltre i confini del personale, invitato oltre la soglia domestica... indicando in questo un forte valore metaforico, ovviamente; consapevoli tutti – la famiglia, il fotografo e anche noi che guardiamo – di muoverci, sospesi equilibristi, su quella delicata linea che segna il confine tra immagine pubblica e realtà privata». E poi ancora aggiunge con un’immagine felice. «Casa Lai, così, pur nella sintesi fonetica che la fa sembrare quasi un gioco, uno sciogli-lingua (provate a dirlo a voce alta e ne godrete la musicalità), racchiude un universo intero. Perché Lai, in Sardegna, ha un rimando immediato, un salto aggraziato che conduce direttamente a Lei, Maria. Un po' come quando nominando Casa Azul la mente rincorre fruscii di gonne e intrecci di capelli con fiori freschi e Frida Kahlo domina i pensieri, così Casa Lai richiama la visione di un caschetto di capelli argentei e occhi sognanti nel volto di una donna minuta, non più nel fiore degli anni, anagraficamente parlando, ma fanciulla per sempre».
Il fotografo Salvatore Ligios ci spiega come non ci siano magiche credenziali per entrare nel mondo di Maria.«Basoccu non offre una chiave di lettura interpretata perché non ci sono chiavi. La porta è spalancata, ognuno è libero di circolare come gli pare. Qui la fotografia non ha regole rigide, i suoi codici linguistici sono sempre pronti a sorprendere chi le foto le guarda e chi le fa. L’esplorazione del casale crea una visione neutra che si avvicina al grado zero dell’interpretazione, affidando allo sguardo del lettore il compito di costruirsi da sé il mondo misterioso e incantato dell’artista Maria Lai».
Scrive Luigia Lonardelli, curatrice e storica dell’arte: «La casa si trova al limitare di un bosco che non è solo un brano intatto di paesaggio, ma anche il luogo delle fate, dove nascono i racconti e dove, forse, abitano, in un nuraghe dimenticato, gli spiritelli delle janas».
Come vederla
L’allestimento della mostra è di Su Palatu fotografia. La mostra sarà esposta all’aperto all’anfiteatro Caritas di Tortolì e sarà visitabile tutti i giorni da oggi, 28 luglio, al 9 settembre 2026 come parte integrante della Pastorale del Turismo 2026 “Largo ai sognatori” della Diocesi di Nuoro e Lanusei. Pietro Basoccu, Villagrande Strisaili, fotografo, medico pediatra, vive e lavora in Ogliastra. La mostra “A casa di Lola, sulle tracce di Maria Lai” è visitabile all’Anfiteatro Caritas di Tortolì, dal 28 di luglio al 9 settembre 2026 nell’ambito della Pastorale del Turismo 2026, quest’anno all’insegna del tema “Largo ai sognatori”. Organizza la Diocesi di Nuoro e Lanusei.
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