Il ginnasta ha centrato la prima vittoria continentale di sempre degli azzurri "Dopo il terzo posto ottenuto due anni fa sapevo di potermela giocare".

Il ventenne ginnasta Gabriele Targhetta festeggia sul podio europeo di Zagabria

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Il primo oro europeo al cavallo con maniglie della storia d’Italia lo porta a casa un ragazzo lombardo, Gabriele Targhetta, ven’tanni compiuti a marzo. Per adozione sarebbe un veneto: Monza è la città di nascita segnata sulla carta d’identità, ma a tre anni il bimbo di allora, oggi grande talento della ginnastica azzurra, era già lontano dalla Brianza. Due giorni fa ha messo al collo la medaglia più prestigiosa nella rassegna di Zagabria, contro il vertice del continente e la storia scritta da chi lo ha preceduto, mai arrivato a festeggiare dal gradino più alto del podio.
Come si è giunti a una prestazione così? "È stato incredibile. Potrei dire che ho fatto quel che faccio tutti i giorni in palestra, ma mi è riuscito nel momento giusto. Vedere i due rivali armeni con punteggi sopra il 15 fa capire che il livello generale è alto. Sapevo che potevo giocarmela, ma finché non ci riesci non te lo aspetti. Ho pensato a fare il mio e poi è successo".
Cosa cambia in ottica futura, dopo un oro europeo? "Mi darà più energia, più forza per gli allenamenti. A fine settembre c’è la Coppa del Mondo challenge a Parigi e poi i Mondiali a fine ottobre a Rotterdam. Speriamo di essere in squadra...".
Come mai la scelta del cavallo con maniglie? "Mia mamma era un’allenatrice e sono entrato in questo mondo da quando avevo 4 anni. Da bambino ti fanno fare tutti gli attrezzi e c’è il “funghetto“, una sorta di tappa di avvicinamento a quello che poi diventa il cavallo. Già da piccolissimo è stato l’attrezzo in cui mi veniva apparentemente tutto facile. Ho sempre avuto questa tendenza, fino a specializzarmi".
Come sta andando il movimento azzurro? "L’Italia sta avendo buoni risultati, anche i Giochi 2024 lo dimostrano. Il mio a Zagabria è un risultato che spero dia una spinta. A Los Angeles non manca poi così tanto. E a me il biennio dal 2024 a oggi è volato".
Sono stati i due anni in cui si è sviluppato l’inizio del percorso. "Io sono passato senior a fine ottobre 2024, quando ho fatto la prima gara challenge. Da lì in poi la crescita è stata importante. L’anno scorso ho partecipati ai miei primi Europei a Lipsia, ma in finale purtroppo ho sporcato un po’ l’esecuzione e sono arrivato terzo. Avevo poca esperienza, pensavo già di poter vincere e ho pensato solo a quello, non abbastanza a quanto dovevo fare. Sapevo che potevo fare di meglio, per questo ci ho lavorato molto in questi mesi, fino a questa vittoria".
Chi altro c’è dietro questo risultato? "Sportivamente io faccio parte delle Fiamme Oro, che ringrazio perché mi stanno dando un grande aiuto. Mi sono sempre allenato a Mestre, dove vivo dall’età di tre anni, con Gianmatteo Centazzo".
Cosa serve per eccellere nella ginnastica artistica? "Nel mio caso, il cavallo è un attrezzo per cui, se hai troppa carica o ansia, non riesci a dare il meglio di te. Bisogna pensare alle piccole cose, stare tranquilli e fare quello che facciamo tutti i giorni in allenamento".
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