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A Ercolano torna alla luce il panificio dell'antichità - Gusto - Ansa.it

September 18, 2026

Si sono conclusi gli interventi di manutenzione e restauro dedicati alle due macine asinarie in pietra lavica e al grande forno a legna del pistrinum che si affaccia sul Vicolo Meridionale al Parco archeologico di Ercolano. Si tratta di uno dei due forni del popoloso quartiere vicino alla Palestra, insieme a quello di Sextus Patulcius Felix. L'operazione restituisce ai visitatori un ambiente straordinario, uno dei luoghi che più di ogni altro sa raccontare la vita di tutti i giorni nell'antica città vesuviana prima dell'eruzione del 79 d.C. Il complesso, situato in un popoloso quartiere nei pressi della Palestra, custodisce una storia affascinante. Prima di diventare una bottega del pane, l'edificio aveva una destinazione d'uso del tutto diversa: gli ambienti oggi destinati a deposito ospitavano una latrina pubblica con una grande seduta in legno in grado di accogliere fino a dieci persone contemporaneamente. Soltanto in un secondo momento, prima della tragedia che sommerse la città, gli spazi vennero riconvertiti in panificio con forno, vasca per l'acqua, sala di molitura e stalla per gli animali. A questo luogo è legata anche la celebre storia dell'asinello ritrovato negli anni Trenta dall'archeologo Amedeo Maiuri. Ai piedi di una delle macine vennero infatti rinvenuti i resti dell'animale da soma che, girando senza sosta, garantiva la produzione della farina.
Maiuri scelse di lasciare lo scheletro esattamente lì dove era stato trovato, protetto da una teca in ferro, creando un precursore dei moderni musei all'aperto. Sebbene i resti siano stati trasferiti nei depositi negli anni Ottanta per ragioni di conservazione, il Parco è pronto oggi a riportare in vita questa narrazione attraverso strumenti digitali di ultima generazione, tra cui rilievi tridimensionali e ricostruzioni virtuali. "Ogni intervento di restauro è un'occasione per raccontare l'antichità con strumenti nuovi. La storia di questo panificio, delle sue macine e dell'asinello ritrovato da Maiuri ci parla del lavoro quotidiano nell'antica Ercolano, e oggi, grazie ai rilievi digitali realizzati durante il cantiere, possiamo immaginare nuovi modi per farla conoscere a chi visita il Parco e a chi ci segue online", ha dichiarato Federica Colaiacomo, direttrice del Parco archeologico. La valorizzazione del pane ercolanese va oltre i confini del sito archeologico: fino al 18 ottobre 2026, a Castel Sant'Angelo a Roma, la mostra 'Ercolano. L'arte di vivere' espone proprio una pagnotta carbonizzata giunta intatta fino a noi, creando un filo conduttore tra la Capitale e l'antica Herculaneum. (ANSA)

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