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Vicky Piria: “A Monza per la Ferrari è tutto diverso. Leclerc signore, Verstappen mi fa ridere”

September 5, 2026

Continua a correre, Vicky. E ci porta in pista ogni weekend di gara con il suo entusiasmo e la sua competenza. E sì, anche quel punto di vista femminile in una F1 ancora troppo maschile che non guasta . Pilota nel campionato italiano GT, una carriera sulle monoposto fino alla GP3 (2012), Vicky Piria ha sognato di arrivare in F1 al volante e da tre anni la commenta per Sky anticipando Kimi Antonelli per freschezza. Non a caso la milanese fa il tifo per il bolognese e si rivedere un po’ in lui, come ci racconta in questa chiacchierata nella quale costruisce con noi come un Lego il pilota perfetto.

Vicky, ricorda le sue gare qui a Monza?
«Eccome, più di dieci tra Formula Renault, Formula Abarth, F3 Europe, GP3... In gara è la pista più emozionante e adrenalinica, ti lascia senza fiato. Effetto scia, grandi frenate, poche curve ma decisive... Permette grandi rimonte e al contrario da quello che si pensa è tutt’altro che facile. Anche se per il mio stile prediligo Imola, è una pista da farfalle nello stomaco».

Anche per la passione... rossa.
«Per un pilota Ferrari qui è diverso, in tutto. Corri in una nube rossa, la gente ti alimenta. Ricordo di aver partecipato per Sky a una parata della domenica. Non riuscivo a sentire le risposte che mi davano i pilota a un metro da me dalle urla dei tifosi. Avevo i brividi. Il risvolto è che per Charles e Lewis c’è anche tanta, tanta pressione». 

Il pilota ideale, il talento dei campioni e le sfide di Antonelli

Tra i piloti del Mondiale suo preferito?
«Tutti qui sono talenti formidabili, ognuno con i suoi lati forti e punti deboli. Li vediamo come supereroi, ma io penso sempre che sono anche uomini e che anche loro possono avere una giornata storta, e magari per motivi non sportivi. Anche se sei un sette volte campione del mondo. Ecco, guardo a quello. E più che sceglierne uno a me piacerebbe poter creare il perfetto».

Ovvero?
«Ecco, per il giro in qualifica prenderei Leclerc, per la costanza Hamilton, per la visione strategica Alonso, per la capacità di trovare subito il limite Verstappen, per la freschezza e l’entusiasmo Antonelli. Anche se lo vedo più maturo e consapevole, si diverte come fosse ancora nei kart».

E dal lato umano cose dice dei piloti?
«Che sono tutti carini. Verstappen per esempio mi fa molto ridere. Leclerc è un signore, un galantuomo. Kimi parla come i ragazzi, è uno della tribù di Valentino Rossi. Russell è un milord inglese».

Non sta simpatico neppure ai colleghi...
«Vero, è un po’... difficile, ma ho molta stima di lui come pilota. Non è stato facile arrivare in Mercedes a fianco di un campione come Hamilton e ora che ha l’occasione che ha aspettato per tanto tempo e credeva di essere leader s’è trovato davanti Antonelli. Ecco, deve ancora crescere».

Pregi e difetti di Kimi invece.
«La sua aggressività. È il suo più grande pregio che può diventare anche il suo difetto, un’arma a doppio taglio. Trova subito il limite, entra in curva a cannone. Ha bisogno di quella cosa lì, perché lo fa entrare nella sua bolla. A volte però succede come due anni fa qui nelle prime libere al debutto in F1. Però ripeto, per essere veloce ha bisogno di quello».

L'analisi delle gare, il ruolo a Sky e i paragoni con i colleghi

Domani partirà dal fondo per la penalità del cambio motore: dove potrà arrivare?
«Con queste nuove macchine mi aspetto una gara caotica. Può rimontare tante posizioni. Fino a vincere? Perché no? Ci credo, magari con una strategia folle che aiuta. Sulla carta il favorito è Russell, però qui conta il fattore cuore. Anche rosso...».

E il Mondiale invece chi lo vince?
«Mi auguro Kimi. Per l’Italia sarebbe speciale».

Le piace questa nuova F1 elettrica?
«Sto imparando a conoscerla ed apprezzarla. Bisogna abituarsi al nuovo modo di sorpassare, ma le gare sono belle ed emozionanti».

Sembra divertirsi molto anche nel suo ruolo di commentatrice Sky.
«Assolutamente, è uno spasso. Sky è il mio secondo team. è come fare una gara endurance, in cui ci scambiamo il volante tra di noi. I fonici e gli operatori sono i nostro meccanici, produttore e coordinatore i team manager, Carlo (Vanzini, ndr) il team principal che ci guida e ha tutto sotto controllo. Sì, il Mondiale è come una 24 Ore di Le Mans, d’altronde ha 24 GP... Bisogna anche stare bene ed essere sempre sul pezzo».

Può allora associare i suoi compagni di squadra Sky ai piloti del Mondiale?
(sorride) «Urca... Beh, Carlo è Hamilton, il leader. Davide (Camicioli) lo vedo Hadjar, un torello senza filtri. A volte bisogna calmarlo, ma per contro ti trascina sempre. Matteo (Bobbi) è tecnico e intelligente, quindi dico Alonso. Ivan (Capelli) ha un po’ il sapore... vintage, un classicone come Russell. Mara (Sangiorgio) è super precisa e sempre perfetta come Sainz, Marc (Genè) è molto politico, mai fuori posto e con una passione enorme, quindi Leclerc».

E lei?
«Io mi vedo in Kimi. Sono perennemente gasata come lui».