«Non è il momento dei pensieri, dobbiamo solo scendere in campo e cercare di vincere». Più che una comune frase da conferenza stampa, quello di Ignazio Abate è uno slogan semplice, diretto, che descrive lo spirito con cui il tecnico si sta avvicinando alla partita di domani sera contro il Parma. Il suo Toro ha raccolto 7 punti nelle ultime 4 partite, ma non può certo accontentarsi e sedersi sugli allori. E questo l’allenatore lo sa bene: «Al Tardini non sarà una partita cruciale, ma sarà una sfida molto importante. Voglio vedere in campo quello che ho visto in settimana, ma anche la stessa voglia di vincere mostrata con l’Udinese. Abbiamo ampi margini di miglioramento, stiamo creando una mentalità forte, nessuno in allenamento si risparmia e soprattutto i giocatori stanno credendo nel lavoro che facciamo».
Le parole di Abate
Nel lavoro che sta portando avanti crede molto anche lo stesso allenatore, che si è soffermato anche sugli aspetti emotivi di questa sua esperienza in granata: «La mia emozione nell’essere al Toro è aumentata rispetto a quella provata all’inizio di questa avventura. A farla crescere è stato il vedere come si allenano i miei ragazzi: sono felice quando li vedo esultare per una vittoria in partitella. E lo sono anche per come lavora la gente che ci circonda. Parlo di tutto lo staff, dei magazzinieri, dei dottori… io credo molto nella “squadra invisibile”, le persone che sono al Toro e non vanno in campo. Per creare legami forti ci vuole tempo, ma dobbiamo ragionare come se fossimo una famiglia, anche perché senza questi sentimenti forti nello sport non si va da nessuna parte», ha proseguito Abate. Poi ha aggiunto: «Il Toro è in cima a tutto e quando incontro i tifosi vedo che hanno percepito questo mio sentimento, ho ricevuto attestati di stima per l’atteggiamento che la squadra ha, ma questo non ci deve far sentire appagati. Il nostro obiettivo è portare sempre più gente allo stadio e anche per questo dobbiamo fare una grande partita con il Parma».
Le difficoltà del Torino
Abate è apparso anche consapevole delle difficoltà che il suo Toro potrà trovare al Tardini: «Il Parma è una squadra che abbina qualità a quantità. Sappiamo tutto su di loro, ma dobbiamo pensare a noi stessi». E pensare a se stessi per il tecnico vuol dire anche giocare con la giusta spensieratezza: «Giocare e allenare qui non è per tutti, il peso della storia e quello della maglia si sentono, ma dobbiamo imparare a reggere le pressioni. I ragazzi devono stare tranquilli e riuscire a essere più leggeri dal punto di vista mentale quando scendono in campo». Uno dei giocatori che più di tutti sa gestire le pressioni è certamente Vlasic, che contro il Parma potrebbe tornare titolare, anche in caso di conferma del 4-4-2. «Nikola ha qualità e in campo deve sentirsi libero, ma può giocare esterno, lo fa anche in nazionale. Per noi è molto importante», ha spiegato Abate.
La conferma di Cacciamani
Se sulla fascia destra dovrebbe giocare Vlasic, a sinistra verrà confermato Cacciamani: «Alessio lo vedo come esterno nel centrocampo a quattro, ma deve crescere nell’interpretazione del ruolo. Non dimentichiamoci però che è un ragazzo giovane. Ha la fiducia mia e della società». In attacco dovrebbe essere confermata la coppia Adams-Simeone, ma anche Kulenovic spera di trovare spazio. «Sandro dà fisicità e attacco allo spazio, per me non è l’attaccante spaccapartita da far entrare a gara in corso: può anche giocare titolare. Ho la fortuna di avere cinque attaccanti forti. Per giocare c’è da sgomitare, anche perché Zapata sta sempre meglio e pure Pellegri sta crescendo, anche se stiamo alternando giorni di lavoro ad alto carico a giorni di scarico per non correre rischi», ha proseguito Abate.
Casadei ancora in panchina
Chi invece partirà dalla panchina è Casadei che, proprio come prima della partita con l’Udinese, è stato ancora una volta bacchettato dall’allenatore: «Mi ha dato delle risposte, ma c’è una differenza tra il fare le cose al 100% e metterci quel sentimento per fare ancora di più. Cesare deve fare uno switch a livello mentale, essere meno ragazzino e più adulto e io devo fare di tutto per cercare di farglielo fare».