Gli eventi quando non si riescono a governare si trasformano in emergenze. E' ciò che è accaduto con la crisi dei carburanti in Italia, diventata rapidamente un caso per l'esecutivo di Giorgia Meloni.
Un problema che non è legato all'emergenza delle ultime settimane poichè intervenire sui prezzi dei carburanti sta diventando sempre più difficile. Il taglio delle accise richiede lo stanziamento di ingenti risorse pubbliche sempre più difficili da individuare all'interno dei bilanci nazionali.
Dal 3 luglio (data di scadenza dell'ultimo taglio delle accise) ad oggi è stato un susseguirsi di eventi - nazionali e internazionali - che hanno portato i prezzi alla pompa a schizzare oltre i minimi storici con il gasolio ben oltre i 2 euro al litro.
Una situazione resa ancora più esplosiva dalla concomitanza con il periodo dell'esodo estivo, con milioni di italiani in partenza per le vacanze.
Incalzato dalle critiche e dagli attacchi dell'opposizione, l'esecutivo ha dovuto riaprire – più nolente che volente – il dossier accise e mettersi alla ricerca delle coperture finanziarie per garantire nuovi sconti sui carburanti.
In gioco c'è anche l'immagine e la credibilità del governo, accusato dal centrosinistra di essere distante dai reali problemi del Paese e di aver abbandonato gli italiani.
Taglio delle accise: quando può arrivare il nuovo decreto e quanto può ridurre il prezzo dei carburanti
Bisogna intervenire e anche in fretta.
Il problema, tuttavia, non è decidere se intervenire, ma come finanziare gli interventi necessari. Ogni sconto sulle accise comporta minori entrate per lo Stato e, in una fase di finanza pubblica sotto pressione, trovare le coperture è destinato a diventare sempre più difficile.
Lo sanno bene a Palazzo Chigi e ne sono consapevoli al Ministero di via XX Settembre, dove si stanno spulciando i bilancio per trovare le risorse per finanziare un nuovo e si spera consistente taglio delle accise.
Le opzioni al vaglio sono diverse.
L'idea è quella di un primo provvedimento tampone della durata di dieci giorni da varare già in settimana da finanziare con l'extragettito Iva e con l'attivazione delle accise mobili. Una sorta di decreto “salva vacanze” per raffreddare per qualche giorno le polemiche.
Tale provvedimento consentirebbe tuttavia un taglio di circa7-8 centesimi al litro, insufficiente nel contesto attuale, con i prezzi alla pompa ben oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro.
Per ritornare a livelli almeno pari a quelli di giugno sarebbe necessario un taglio di almeno 20 centesimi, da qui la necessità di trovare nuove risorse nelle maglie dei bilanci pubblici. In estrema ratio, il governo starebbe valutando l'opzione di interventi mirati per le fasce più deboli.
Il nuovo decreto con il taglio delle accise dovrebbe arrivare entro fine mese o al più tardi nel Consiglio dei Ministri del 4 agosto.
Perché le opposizioni chiedono le accise mobili e cosa cambia per automobilisti e famiglie
Ad approfittare delle difficoltà del governo, stretto tra la necessità di mandare un segnale al Paese e la mancanza di risorse per finanziare tale segnale, è il centrosinistra.
La crisi dei carburanti è diventata una battaglia unitaria delle opposizioni che in questi giorni hanno rinfacciato in più occasioni alla Premier la sua vecchia “promessa” di abolire le accise sui carburanti.
La crisi era prevedibile, spiegano, e accusano il governo di essere rimasto immobile a guardare la situazione precipitare.
I capigruppo dell'opposizione al Senato hanno firmato una nota congiunta in cui chiedono la calendarizzazione martedì prossimo a Palazzo Madama della loro mozione unitaria con cui si chiede al governo di “attivare subito il meccanismo delle accise mobili”.

Adesso Meloni accolga almeno la nostra proposta sulle accise mobili, che consentirebbe di ridurre subito il prezzo di benzina e diesel. Del resto, chi prometteva addirittura di abolire le accise, come può oggi opporsi a questo provvedimento?
Ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.
Quanto costano oggi benzina e diesel e quale sarà l'impatto sulle famiglie nell'estate 2026
Intanto la situazione sulle strade e le autostrade italiane è drammatica. Sulle autostrade il prezzo medio del gasolio è di 2,2 euro al litro, mentre lungo la rete stradale, al self il costo medio è di 1,98 per la benzina e 2,18 per il diesel.
Uno studio della Cgia di Mestre, ipotizza che nel 2026 le famiglie italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di costi aggiuntivi per i consumi energetici (elettricità, gas e carburanti).
Secondo il Codacons, infine, per i mesi di luglio e agosto, infine, i rifornimenti costeranno agli italiani circa 10,8 miliardi. Quasi 2 miliardi in più rispetto al 2025.
La vicenda di queste settimane dimostra che abbassare il prezzo dei carburanti non dipende più soltanto dalla volontà politica. Con conti pubblici sempre più rigidi e la progressiva transizione energetica, intervenire con nuovi tagli delle accise rischia di diventare ogni volta più complesso.
Anche alla luce degli scenari internazionali e delle incertezze legate alla crisi nel Golfo Persico, che rischiano di prolungare ancora per molti mesi i rincari delle materie prime energetiche.