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Abbonarsi agli autobus per andare a scuola costa troppo, petizione dei genitori contro Actv: «Chi abita in zone poco collegate è costretto a pagarne due»

October 11, 2026

Hanno l’abbonamento scolastico - ma di quelli che costano visto che, per arrivare negli istituti situati in altri comuni, devono pagare più tratte - però sono costretti a pagare anche il biglietto se, un giorno, cambiano itinerario anche all’interno della stessa tratta. E spesso trovano i loro bus scolastici stracarichi senza contare che «se l'orario scolastico varia, l'abbonamento non è valido sui bus di linea ordinari, costringendo i ragazzi a pagare biglietti extra per tornare a casa». Così un gruppo di genitori ha lanciato nelle scorse ore una petizione sulla piattaforma web change.org nella speranza di raccogliere abbastanza firme per riuscire a chiedere una “riforma radicale della struttura delle tariffe degli abbonamenti extraurbani e dello sconto studenti, eliminando le barriere materiali che penalizzano la mobilità quotidiana”.


LE RICHIESTE

«L'attuale sistema di abbonamenti di Avm/Actv è rigido, obsoleto e non risponde alle reali necessità della vita di uno studente - sostiene Giovanna Bendoricchio, di Spinea, promotrice della petizione “Sconto studenti universale e riforma tariffaria a Venezia e Città Metropolitana” -. Gli abbonamenti extraurbani obbligano a scegliere una rigida tratta fissa, anziché basarsi su una più logica e flessibile suddivisione per zone o fasce. Chi abita in zone meno collegate e non servite direttamente è vittima di una palese ingiustizia economica: è costretto a pagare due abbonamenti diversi per compiere un unico tragitto casa-scuola, raddoppiando i costi per le famiglie. Non solo, impedire l'uso dell'abbonamento nel pomeriggio o nei fine settimana per attività come lo sport, lo studio in biblioteca o la socialità taglia fuori i giovani dal territorio e limita la loro indipendenza». E così la petizione in corso su change.org chiede di istituire lo “Sconto Studenti Universale”, trasformando l’abbonamento studenti «in un titolo di viaggio unico, valido 7 giorni su 7, senza limiti di orario e utilizzabile su qualsiasi corsa di linea ordinaria del bacino di riferimento», e di riformare il sistema delle tratte fisse per l’extraurbano: «Chi acquista una determinata fascia deve poter utilizzare qualsiasi combinazione di mezzi all'interno di quell'area, azzerando l'obbligo di doppi abbonamenti per le zone interne».


L’ACTV

E da Avm-Actv come rispondono? «Intanto va detto che gli abbonamenti extraurbani studenti Actv, al contrario di molte altre aziende di trasporto, valgono 7 giorni su 7 quindi per 365 giorni all’anno - sottolinea Giovanni Santoro, direttore del coordinamento operativo dei servizi Actv - e le corse aggiuntive per gli istituti valgono il 10% del servizio con una capillarità senza eguali sul territorio italiano». Detto questo, però, resta il problema del “biglietto o dell’abbonamento supplementare”. «É vero che l’abbonamento extraurbano ha validità di tratta tra origine e destinazione, ma all’interno di tale regola lo studente può muoversi come e quando vuole sulla tratta - aggiunge Santoro -. Poi, se il terminale è Mestre, esistono due regole: o il bus ti porta direttamente a scuola, oppure è possibile acquistare un supplemento che copre l’intera rete urbana di terraferma. Faccio un esempio: se abito a Mirano, studio a Mestre e faccio sport a Spinea, compro un abbonamento extraurbano di tratta 3 o 4 a seconda della zona tra Mestre e Mirano, ma posso anche usarlo per Spinea. Se invece frequento Noale, allora lì l’abbonamento necessariamente diventa doppio. Purtroppo, e vale per tutta Italia, il servizio extraurbano ha costi unitari più elevati in quanto maggiormente caratterizzato da corse a vuoto o quasi». Ma la proposta di rivedere il sistema delle tratte? «Per rispondere alla questione in ogni caso sono allo studio diversi scenari e modelli - conclude Giovanni Santoro -, tenendo conto però di due elementi: la Regione Veneto ha in essere un progetto sulla bigliettazione unica regionale e, quindi, non è il momento di fare fughe in avanti. Inoltre c’è un tema generale di integrazione tariffaria con gli altri vettori, dal treno agli altri bus, che pone vincoli sul modello tariffario da adottare».