Elephants

Abusa di una tredicenne, subito libero: «È dispiaciuto». Meloni accusa i giudici

September 2, 2026

Ha abusato di una tredicenne in un minimarket a Torino, ma è stato subito scarcerato dal gip perché "pentito". E questo nonostante quaranta minuti prima, sempre nel suo negozio, avesse molestato anche un'altra donna.

Una decisione che non solo ha scatenato la reazione dell'opinione pubblica: il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha subito mandato gli ispettori nel capoluogo piemontese per far luce sulla vicenda. «Rilevo che la decisione del Gip rientra nell'ambito dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura - ha spiegato -, su cui non posso e non devo interferire. Nondimeno, tenuto conto della eccezionalità del caso e dell'allarme sociale cagionato, ho disposto l'invio di Ispettori per acquisire ogni valutazione utile».

Sul caso è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni. «Così è difficile governare. Parliamo, giustamente, molto di sicurezza. Si chiede, giustamente, conto al Governo di quello che non va. Però qui la domanda va fatta fino in fondo. Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le Forze dell'Ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato. E poi arriva un provvedimento che la spezza in quarantotto ore. Chi lo spiega a quella famiglia? Chi lo spiega a quel quartiere, che stanotte sa che quell'uomo è di nuovo lì?».

La vicenda

L'uomo, un 42enne di origini bengalesi, è stato scarcerato dopo appena due notti trascorse in cella. Ha abusato di una tredicenne che era andata a comprare dei succhi di frutta, la merenda per i fratelli, nel minimarket in cui lavora, a Madonna di Campagna, popolare quartiere di Torino. La ragazzina abita lì vicino e in passato era già entrata nel negozio. I fatti risalgono a sabato scorso, il 29 agosto. Al momento di pagare, il cassiere le avrebbe anche chiesto se fosse fidanzata, dopo essersi informato sulla sua età. Lei gli avrebbe risposto di sì «per cercare di allontanarlo». A questo punto, la situazione sarebbe degenerata, con toccamenti indesiderati, senza consenso, che hanno fatto sentire la ragazzina «disgustata».

La tredicenne, sotto choc, è uscita dal locale, ed è crollata sul marciapiede in preda alla nausea e al panico. «Non riuscivo più a muovermi, mi sentivo disgustata», ha raccontato agli agenti. Ha avuto comunque la forza di chiamare al telefono un amico e la madre per dire quello che era successo. La ragazzina è stata subito soccorsa e portata in ospedale, dove è stato attivato il «Protocollo Bambi» per le vittime di abusi.

Dopo la denuncia è scattato l'arresto del commerciante per violenza sessuale, aggravata dalla giovanissima età della ragazza. Non solo, dai filmati delle telecamere si vede che 40 minuti prima aveva abusato di un'altra donna sempre tra gli scaffali del negozio. Per questo all'udienza di convalida il pm aveva chiesto la conferma della misura cautelare in carcere. «Per il pericolo di reiterazione del reato». Ma il gip, invece, lo ha scarcerato con l'unico vincolo dell'obbligo di firma. Perché? L'uomo si è mostrato dispiaciuto, è risultato collaborativo, ha anche fornito i filmati della videosorveglianza. «Ho sbagliato - ha detto nell'udienza di convalida -, ero ubriaco, è la prima volta che mi succede». Secondo il giudice, a suo carico ci sono in effetti «gravi indizi di colpevolezza», ma, a differenza di quanto ha detto il pm, non sussisteva il «fondato» pericolo di fuga, presupposto essenziale per il fermo. Così è tornato libero.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti al momento dell'aggressione non c'erano altre persone, non c'era il titolare del negozio ma solo un commesso di 42 anni, senza precedenti penali. L'altra vittima è una donna adulta, che non ha denunciato e non è ancora stata identificata. Ma resta il racconto drammatico dell'adolescente: «Mi ha regalato una bibita, si è avvicinato per chiedermi se fossi fidanzata, mi ha abbracciato e mi ha chiesto quanti anni avessi. Sei molto giovane, ha risposto». Ma non si è fermato e l'ha «costretta a subire atti sessuali», come ha contestato il pm.

Le reazioni

Una decisione che ha sollevato non poche polemiche. In primis il vicepremier e ministro Matteo Salvini: «Poverino, secondo il giudice che lo ha scarcerato questo schifoso era "dispiaciuto". Roba da matti, questa sarebbe giustizia?». Critico anche Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale. «Non stiamo parlando di accuse prive di riscontri: il Gip ha riconosciuto gravi indizi di colpevolezza. E invece? Obbligo di firma e libertà. La sicurezza di una bambina viene prima delle scuse di chi è accusato di averle usato violenza». Anche i parlamentari dem della Commissione Femminicidio Cecilia D'Elia, vicepresidente, Sara Ferrari capogruppo, i senatori Filippo Sensi e Valeria Valente e le deputate Antonella Forattini e Valentina Ghio hanno presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Nordio. «La pericolosità sociale di un soggetto recidivo nulla ha a che vedere con il pentimento. La violenza sessuale su una minore di 14 anni è grave e preoccupante. Temiamo ci sia stata una sottovalutazione del rischio che le donne corrono».

© RIPRODUZIONE RISERVATA