L'ha accarezzata nelle parti intime, dopo essersi disteso sul letto accanto a lei: l'uomo, un ultrasessantenne, difeso dall'avvocato Alessandro Mascitelli, è indagato per aver compiuto atti sessuali su una ragazzina che ha quasi 12 anni. Ieri la deposizione di quest'ultima è stata raccolta nel corso di una udienza protetta in una apposita aula del palazzo di giustizia, e dunque entrerà come prova in un eventuale processo, nel corso dell'incidente probatorio svoltosi dinanzi al Gip del Tribunale di Chieti Maurizio Sacco, con la pubblica accusa rappresentata dal pm Marika Ponziani, mentre la parte offesa è assistita dall'avvocato Manuela D'Arcangelo.
Il messaggio
Il fatto si è verificato alla vigilia di Ferragosto, nell'abitazione di un familiare della ragazzina, dove l'indagato era presente perché ha un legame di lunga data con una sua zia. La madre della ragazzina, che mai avrebbe immaginato ciò che è accaduto in quello che poteva essere considerato un ambiente protetto, viene a sapere ciò che è successo attraverso un messaggio Whatsapp inviatole dalla figlia: «Mamma aiuto», c'è scritto ma la donna non lo visualizza immediatamente.
Più tardi è il figlio, in preda al panico, e che ha saputo tutto dalla sorella in lacrime, a raccontarle per telefono ciò che era accaduto, le riferisce del pianto disperato della sorella e di ciò che ha fatto lo zio. A quel punto la donna si precipita a casa e, condotta la figlia nella stanza da letto, si fa raccontare ciò che le è successo: la ragazzina sta facendo una videochiamata nel luogo della casa in cui c'è l'impianto Wi-Fi quando l'uomo del quale probabilmente non avrebbe mai sospettato, inizia a toccarla, facendole anche male a un certo punto. Lei gli dice di finirla e di andare via ma lui si alza dal letto e le risponde: «Mica ti sei offesa?». E aggiunge: «Vuoi toccarmi anche tu?». La ragazzina, spaventata e impietrita, gli continua a ripetere che deve andarsene e così l'uomo va via mentre lei scappa da quell'abitazione e raggiunge suo fratello.
La fuga
Una fuga che viene ripresa da una telecamera pubblica di videosorveglianza, immagini che il giorno dopo vengono acquisite dai carabinieri. Ieri dinanzi al Gip la ragazzina ha rievocato quei momenti terribili, dalle sue parole è arrivata la conferma di ciò che la madre aveva verbalizzato nella denuncia presentata il giorno stesso ai carabinieri. Ieri il Gip ha conferito l'incarico ad un perito che dovrà valutare la capacità di testimoniare della ragazzina (vista la giovanissima età), ed ha rinviato al 2 febbraio del 2027.
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