MILANO - «Io giocavo, lui allenava». Francesco Acerbi, fresco di addio all’Inter, descrive così il rapporto con Cristian Chivu: «Il gruppo ha fatto la differenza. Con altre dinamiche non avresti vinto, per quanto Chivu ci abbia messo del suo». Dopo Stefan De Vrij, anche l’altro difensore centrale ex nerazzurro, attualmente svincolato, saluta togliendosi qualche sassolino dalle scarpe: «È stato un giocatore vincente», ha detto a Sport Mediaset. «Da allenatore veniva da qualche mese a Parma e ha trovato una squadra che ha fatto finali di Champions e vinto il campionato. La squadra era quella, il modulo era quello, c’era da gestire il gruppo. La macchina era già accesa, non c’era da fare il meccanismo». Magari c’entra il poco spazio trovato nella scorsa stagione: Acerbi, un fedelissimo di Simone Inzaghi («Mi ha dato fiducia e io l’ho ripagata, è questo che ti porta rispetto reciproco»), ha progressivamente perso centralità nelle scelte di Chivu.
Le parole di Acerbi
Nella seconda metà del campionato, per esempio, ha seguito dalla panchina le gare con Milan, Juventus e Napoli: «Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto, ci sono state delle cose che è anche giusto non dire, ma non ho mai mollato e ho cercato di dare il massimo anche nei momenti di difficoltà che ci sono stati». Parole al miele, invece, per Lautaro Martinez: «Forse ha meno appeal di altri, ma è un giocatore fortissimo. Se giocasse al Barcellona o al Manchester City magari... Penso a Julian Alvarez, valutato 200 milioni, ma che gioca meno di lui al Mondiale». Quanto al passato: «Mi rode di più la finale con il City. Con il Psg eravamo morti, ho letto considerazioni folli».
Il ritorno di Pavard
Era in campo anche Benjamin Pavard, che è tornato a Milano e ieri era al Coni per l’idoneità sportiva: «Rimanere all’Inter? Se mi vogliono, sì». A meno di sorprese, la risposta è negativa: dirigenza e spogliatoio non hanno dimenticato il finale della stagione 2024/2025. Pavard saltò la semifinale di ritorno di Champions per un problema alla caviglia e poi diede forfait in occasione del Mondiale per club. Mentre negli Usa si litigava, il francese giocava a padel in Sardegna con Theo Hernandez. È rientrato dal prestito all’Olympique Marsiglia, salutato dicendo «lascio uno spogliatoio unito» – e sembrava una frecciata all’Inter –, ora dovrebbe ripartire, nonostante i nerazzurri cerchino un paio di difensori. L’obiettivo della dirigenza è incassare tra i 12 e i 15 milioni di euro.
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