Un terzo delle risorse idriche viene dispersa e non arriva al rubinetto. Finanziati con i fondi legati al Pnrr la maggior parte degli interventi lombardi

In Lombardia il 31,8% dell’acqua immessa nelle condutture non arriva ai rubinetti

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Milano, 6 agosto 2026 – Una cura da oltre 100 milioni di euro per migliorare l’efficienza e la sicurezza delle infrastrutture idriche e mettere un tappo alle perdite d’acqua.
Lombardia il 31,8% dell’acqua non arriva ai rubinetti
Nei giorni di caldo estremo e di siccità, la buona notizia arriva da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa: la maggior parte dei gestori del servizio idrico integrato della Lombardia che hanno presentato domanda è stata ammessa ai finanziamenti Sfniissi (il Pnrr sull’acqua), destinati agli interventi sulla rete idrica regionale. In base agli ultimi dati Istat, in Lombardia il 31,8% dell’acqua non arriva ai rubinetti. Colpa di una rete spesso ammalorata che necessita interventi. Dei 381 litri immessi ogni giorno nella regione, 121 si disperdono lungo l’infrastruttura. Il bilancio, in euro, è di uno spreco che supera il miliardo.
"La siccità e gli eventi estremi di questi giorni ci ricordano quanto sia urgente mettere in atto politiche per le risorse idriche a medio e lungo termine. Politiche che non possono prescindere da imponenti finanziamenti per i prossimi anni – commenta Yuri Santagostino, presidente di Confservizi Lombardia, che rappresenta oltre 160 aziende dei servizi pubblici locali sul territorio regionale lombardo tra cui i gestori idrici –. L’esito di questo bando rappresenta un segnale positivo per il sistema idrico lombardo. La capacità dei nostri gestori di presentare progetti innovativi e di qualità, in grado di attrarre risorse che consentiranno di accelerare interventi fondamentali per rendere le reti più efficienti, resilienti e sostenibili. L’auspicio è che a livello nazionale si aumentino le dotazioni finanziarie per poter far fronte anche a quegli interventi giudicati di valore, ma attualmente in lista d’attesa”.
Tra i principali beneficiari figurano Cap Holding (30,05 milioni), Padania Acque (16,34), Acque Bresciane (15,77, ammessa parzialmente), BrianzAcque (14,73), Pavia Acque (12,57), Aqa (3,92), Como Acqua (1 milione) e Alfa Varese (9,2 milioni).
Gli interventi in Lombardia
Nel Varesotto - provincia dove il 44% dell’acqua si disperde - il finanziamento consentirà di collegare 11 Comuni della Valcuvia (17mila abitanti) con un solo acquedotto: l’obiettivo è regolare pressioni e portate, diminuendo i rischi di rotture e le conseguenti perdite, e fare da “tesoretto“ in periodi di siccità a chi vive situazioni di difficoltà. Nel Comasco la perdita arriva al 45,8% del totale dell’acqua immessa nella rete. Un dato che evidenzia un trend comune a diversi territori: il divario tra il capoluogo (solo il 9,2% è disperso) e il resto della provincia. Nel Comasco il fianziamento coprirà il primo lotto di un progetto di interconnessione (Grandate e Montano Lucino) per migliorare la resistenza idrica.
Il presidente di Confservizi Lombardia Yuri Santagostino è stato confermato alla guida dell’associazione a inizio luglio Acqua, cura anti-sprechi Persi 121 litri al giorno Tappo da 100 milioni Un terzo delle risorse idriche viene dispersa e non arriva al rubinetto Finanziati con i fondi legati al Pnrr la maggior parte degli interventi lombardi
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