Iniziativa dei Verdi che attivano i legali, mentre le associazioni di categoria si riuniscono questa mattina. Floro Bisello (Adusbef): "Diffida a Mms e Comune, risibile la scusa dell’afa: Pesaro caso unico nelle Marche".

Con l’acqua alla gola: il disagio a cui sono stati costretti tanti cittadini nell’afa

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"Acque-rotto", è l’ora della resa dei conti. Europa Verde ha lanciato un’iniziativa per la tutela di cittadini e attività: "I Verdi – dichiara Gianluca Carrabs della direzione nazionale – intendono chiedere a Marche Multiservizi, all’Ato 1 Marche Nord e alle istituzioni competenti una ricostruzione completa dell’accaduto. Cittadini, imprese singole e private potranno presentare richieste agli avvocati Andrea Filippini e Giulia Stronati: segnalazioni effettuate al gestore, spese sostenute a causa del disservizio, eventuali danni economici. Noi chiederemo informazioni sulle cause delle rotture, sulla situazione della condotta interessata". Sabrina Santelli, co-portavoce dei Verdi Marche aggiunge: "La raccolta delle segnalazioni servirà anche a valutare, con il supporto dello studio Filippini e del suo staff, se esistono le condizioni per intraprendere eventuali iniziative collettive nei confronti del gestore, comprese, ove ne ricorrano i presupposti, azioni finalizzate al riconoscimento dei diritti degli utenti e al risarcimento dei danni effettivamente subiti".
L’associazione consumatori Adusbef, di cui è segretario nazionale l’avvocato Floro Bisello, ha ricevuto "numerose richiesta da parte di privati ma anche attivitò commerciali. Occorre inviare una diffida a Marche Multiservizi che ha la responsabilità civile ed economica del servizio, e allo stesso Comune in qualità di ente comproprietario e garante della tutela del territorio che ha una funzione istituzionale di controllo. Nei suoi comunicati ufficiali, Marche Multiservizi ha tentato di giustificare la tripla, clamorosa rottura dell’acquedotto principale parlando di una “eccezionale siccità“ che, provocando la contrazione del terreno, avrebbe esercitato una forte pressione sulle condotte idriche. Come Adusbef rispediamo fermamente al mittente questa tesi, che riteniamo giuridicamente e logicamente risibile. Se la causa scatenante fosse davvero il clima e la siccità estiva, il gestore dovrebbe spiegare ai cittadini come mai Pesaro sia l’unico caso di questa gravità in tutta la Regione Marche. Il sole ha picchiato duro a Ferragosto a Pesaro così come ad Ancona, a Macerata, ad Ascoli Piceno e a Fermo. Eppure, le altre città marchigiane e i paesi limitrofi gestiti da altre aziende non hanno visto i propri acquedotti principali sbriciolarsi per tre volte in trentasei ore, lasciando decine di migliaia di residenti e turisti a secco. La verità è lampante: il caldo e il terreno secco non sono “eventi imprevedibili o straordinari“ in estate. La siccità ha semplicemente fatto da detonatore a un problema strutturale preesistente: l’obsolescenza e la fragilità di una rete colabrodo che non ha ricevuto la necessaria e tempestiva manutenzione preventiva. Per la giurisprudenza, il cedimento di tubature vetuste rientra interamente nel rischio d’impresa del gestore idrico. Pertanto, Marche Multiservizi non può invocare la “forza maggiore“ per lavarsi le mani dei danni causati: la mancata modernizzazione dell’infrastruttura configura una precisa responsabilità contrattuale dell’azienda, che è tenuta a risarcire gli utenti".
Intanto questa mattina le associazioni di categoria si riuniscono per, dice Agnese Trufelli direttore di Confcommercio, "mettere a terra le richieste: un appuntamento con Mms, poi chiediamo un contributo per i danni materiali e di immagine e un elenco puntuale degli investimenti fatti nella rete dell’acquedotto negli ultimi anni. Ogni risorsa deve essere destinata all’ammodernamento o alla sostituzione delle tubature dell’acquedotto". Davide Ippaso, direttore Confesercenti, vuole vederci chiaro: "Non siamo per la caccia alle streghe, prima bisogna capire bene quello che è successo e perché e poi di chi sono le responsabilità. Tuteleremo gli esercenti". Marco Filippetti, presidente dell’Apa: "Il danno di immagine è enorme".
Davide Eusebi
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