Messi, lo hai fatto ancora! Esultanza liberatoria e finale conquistata
Lele Adani non ha mai nascosto il suo approccio passionale al calcio, fatto di analisi tecniche ma soprattutto di grande coinvolgimento emotivo, soprattutto quando a giocare c'è l'Argentina di Leo Messi. Un modo di raccontare le partite che negli anni ha raccolto consensi ma anche tantissime critiche, senza però spingerlo a modificare il proprio punto di vista o il modo di fare. Per lui la competenza passa dalla capacità di riconoscere il talento e raccontare ciò che vede in campo, anche quando le sue valutazioni dividono il pubblico.
Le parole di Adani
Adani, intervistato ai microfoni del Corriere, ha ribadito la sua ammirazione per il fuoriclasse argentino, considerato un talento fuori dal comune capace di regalare emozioni uniche agli appassionati: "Messi è probabilmente il più grande genio del XXI secolo e secondo me contro l’Inghilterra ha fatto la giocata più importante della sua storia con la Nazionale: non ho esagerato, anzi non sono arrivato dove Leo avrebbe meritato arrivassi".
Successivamente ha parlato della spontaneità nelle sue telecronache: "Tutto quello che ho detto in telecronaca mi è venuto spontaneamente, perché io penso al destino, al fatto che a volte ci sono dei segni molto più grandi, e se li vedo mi commuovo: il rapporto tra le parole e la forza emotiva di quello che stiamo vivendo credo sia perfettamente bilanciato".
Ha poi parlato del suo modo di fare, che può non piacere a molti ma che non cambierà: "Credo che sia giusto che non piaccia a tutti. Però come si fa a non farsi trasportare da tutto questo? Penso sia impossibile raccontarlo in modo diverso. Quando metto le cuffie allo stadio e prendo il microfono, so chi l’ha portato prima di me. Ma proprio per questo la profondità del racconto e dell’analisi deve essere totale. Anticipare di un anno l’esplosione della Norvegia, capace di far fuori il Brasile palleggiandogli in faccia, non è forse un servizio pubblico completo? Ma fa comodo parlare solo del resto".
Ha poi parlato delle nuove generazioni, confrontate con le vecchie: "Vedo che i giovani hanno passione. E se tu non te li meriti, i giovani non ti seguono. I bambini guardano Yamal e Messi e non sono tristi. Secondo me tra gli appassionati adulti invece c’è frustrazione, perché una volta eravamo noi a giocarci le finali dei Mondiali".
Infine ha parlato dell'ultima di Messi, che verrà commentata proprio da lui: "L’ultima di Messi? Un privilegio. Sarò emozionato, lucido, eternamente grato. Qui a New York 10 anni fa, Leo diede addio alla Nazionale, lo chiamavano Pecho Frio, lo consideravano catalano. E oggi siamo qui: mi fermo, se no mi commuovo. Dico solo che, andato via Diego, Leo ha cominciato a vincere: uno è la continuazione dell’altro".
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