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Addio ad Aldo Tassi, patron della Tisettanta. Una vita tra industria e design

August 6, 2026

Nel 1996 aveva rilevato l’azienda punto di riferimento nel settore dell’arredo. Dagli inizi come benzinaio al successo ottenuto grazie a umiltà e capacità di guardare sempre un po’ più in là

Aldo Tassi aveva rilevato l’azienda Tisettanta di Giussano nel 1996 dalla famiglia Turati

Aldo Tassi aveva rilevato l’azienda Tisettanta di Giussano nel 1996 dalla famiglia Turati

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Giussano (Monza e Brianza), 6 agosto 2026 –  La Brianza piange la scomparsa di Aldo Tassi, uno dei grandi imprenditori del territorio. Il suo nome, ormai dal 1996, era associato a quello della Tisettanta, l’azienda del legno arredo e del design conosciuta in ogni continente. Tassi non era stato il fondatore. Aveva rilevato il marchio dalla famiglia Turati che si era buttata in questa avventura nel 1971 grazie al supporto del designer Carlo Bartoli.

L’impresa era cresciuta in fretta e aveva firmato capolavori dell’arredo grazie a collaborazioni prestigiose. Tra queste Gae Aulenti, Vico Magistretti, Angelo Mangiarotti, Annig Sarian e Antonio Citterio.

Il passaggio di proprietà e lo spirito brianzolo

Nel 1996 la data importante nella storia dell’azienda, con il passaggio di proprietà nelle mani di Tassi. Lui non era l’uomo del design. Era però l’uomo che incarnava lo spirito brianzolo del lavoro. Le maniche aveva iniziato a rimboccarle fin da ragazzino, quando si era dedicato all’attività di benzinaio. Non era però la persona arrendevole: aveva le giuste ambizioni, quelle da raggiungere col sudore e col rispetto. Dopo quell’esperienza eccolo dunque alla guida di un progetto nel settore del confezionamento e dell’imballaggio. Nascerà così lo Scatolificio Tassi. Poi l’esperienza nel settore immobiliare, anche questa di successo. Il capolavoro, però, doveva ancora arrivare. L’anno propizio è stato il 1996, quando ha deciso di rilevare la Tisettanta. Non era di certo un’azienda anonima. Tutt’altro: era già conosciuta nel panorama internazionale. Il rischio era quello di una involuzione, più che probabile con un passo falso. Tassi, però, aveva due caratteristiche fondamentali: l’umiltà e la capacità di guardare sempre un po’ più in là. Da azienda nota nel settore del legno, con lui la Tisettanta è diventata per molti un punto di riferimento.

Un marchio internazionale con radici brianzole

Un vero marchio internazionale. Per i designer un punto di approdo e una nuova sfida. Il tutto, secondo la volontà della famiglia Tassi, con un punto fisso: mantenere l’identità brianzola, come sede e metodo di lavoro. Grande azienda a vocazione artigianale, capace però di unire l’innovazione. Tra le novità anche l’acquisizione del marchio Elam, storica azienda di cucine nata negli anni Sessanta. Una acquisizione che ha permesso alla Tisettanta di diventare un marchio di interior design in grado di coprire tutti gli ambienti della casa. L’ultimo grande risultato per lui è datato 2014: è l’anno dell’ingresso della nuova generazione della famiglia alla guida dell’azienda. Creare per un visionario può essere facile, dare continuità è un problema per tantissimi imprenditori. Tassi è stato bravo anche in questo. La Tisettanta ancora oggi è una realtà importante. Un’azienda che incorpora tutte le migliori caratteristiche della Brianza del mobile e continua a recitare un ruolo di primo piano.

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