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Addio al car sharing a Milano: E-Vai ferma le sue auto dopo 15 anni di noleggi ai privati

July 28, 2026

Milano, 29 luglio 2026 – Dal 1° settembre il servizio di car sharing di E-Vai non sarà più disponibile per i pendolari e per i privati cittadini. Per loro niente più auto e niente più corse a noleggio. Resteranno in funzione solo i servizi rivolti alle imprese e alle agenzie di viaggio, alle pubbliche amministrazioni e alle università: in tutti questi casi l’uso delle auto della flotta di E-Vai è riservato ad una platea predefinita di persone, esclusivamente al personale delle imprese o degli enti pubblici che hanno sottoscritto una partnership o un abbonamento con E-Vai ed esclusivamente per spostamenti prestabiliti: nella maggior parte dei casi tutti quegli spostamenti tra la sede di lavoro e le stazioni ferroviarie o gli aeroporti.

Quanto alle università, c’è e resta in vigore la possibilità di utilizzare la flotta di E-Vai come flotta ufficiale per muoversi all’interno del campus stesso. Privati cittadini e pendolari, invece, non potranno più servirsi di questo servizio di sharing, come detto.

Costi alle stelle 

Questa, nel dettaglio, la comunicazione diramata da E-Vai: “Negli ultimi mesi il quadro dei costi della mobilità è cambiato in modo significativo: l’aumento ormai noto dei prezzi dei carburanti e dell’energia elettrica e quello dei canoni di noleggio auto ha inciso profondamente sulla sostenibilità del servizio di mobilità condivisa.

In quest’ottica, E-Vai ha avviato una ridefinizione del proprio modello di business (cioè focalizzarsi solo sui servizi che, in sintesi, possono definirsi “corporate“, come quelli menzionati poco sopra, ndr). Per questa ragione, a far data dal primo settembre 2026, interromperemo il servizio rivolto ai privati cittadini, attualmente attivo in Lombardia”.

Una storia iniziata 15 anni fa, quella di E-Vai. Un servizio allora pioneristico. Controllata interamente da FNM Spa, a sua volta controllata da Regione Lombardia, E-Vai nel 2011 fu la prima a lanciare un servizio di car sharing elettrico su scala regionale ed integrato con il trasporto ferroviario. L’obiettivo originario di questo tipo di sharing era fare da cerniera tra i Comuni, le città e le stazioni ferroviarie, dare ai pendolari lombardi auto con le quali coprire il tragitto per o da una stazione. Attualmente la flotta di E-Vai è composta da oltre 300 automobili omologate per il trasporto di 4-5 persone, con veicoli di ultima generazione a basso impatto ambientale, di cui la quasi totalità elettrica.

L’attacco 

“Si tratta di un fallimento della Giunta regionale – commenta Simone Negri, consigliere regionale del Pd –. A inizio legislatura l’attuale assessore, Franco Lucente, ci disse che avrebbe puntato molto sul car sharing, soprattutto per le aree a bassa copertura di servizio di trasporto pubblico locale.

Sta succedendo esattamente il contrario nonostante tante aree della Lombardia, per l’esattezza ben 10 province su 12, siano ancora sotto la media nazionale per servizi di trasporto pubblico. E-vai era un progetto su cui avevano investito anche molti Comuni lombardi, che ora dovranno rinunciare. Che intenzioni avrà ora Lucente? Certamente non può rimanere silente di fronte a questo flop”.

Il calo negli anni

L’offerta di car sharing si è notevolmente ridotta negli ultimi anni, segno che trovare la formula della sostenibilità non è semplice. A Milano, la città che negli ultimi 20 anni ha puntato più di altre sulla mobilità condivisa, resta attivo un solo operatore di car sharing (a flusso libero) tra quelli che avevano risposto all’avviso pubblico lanciato dal Comune: Free2Move.

Le richieste al Governo

Assosharing, l’associazione di categoria, nei giorni scorsi ha avanzato al Governo alcune richieste per trainare il settore fuori dalla crisi: “Non chiediamo meno regole. Chiediamo regole chiare, proporzionate e applicabili, capaci di distinguere tra le diverse tipologie di veicolo e tra il mezzo privato e quello inserito in un servizio professionale – ha sottolineato Luigi Licchelli, presidente di Assosharing, intervenuto al tavolo promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti –. Oggi gli operatori si confrontano con discipline diverse da Comune a Comune. Serve una cornice normativa dedicata, distinta dal noleggio senza conducente. Per il car sharing chiediamo sosta gratuita o a tariffa agevolata uniforme nei centri abitati, l’esenzione per l’accesso ad ogni Ztl e una correzione sulla gestione delle sanzioni perché i costi non restino a carico degli operatori quando il conducente responsabile è stato identificato”.