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Addio grembiule, arriva la divisa scolastica: ma costa 40 euro e nel Salento scoppia la polemica

September 10, 2026

A pochi giorni dal ritorno tra i banchi, a Parabita la nuova divisa scolastica diventa terreno di scontro politico. Al centro del confronto non c’è soltanto la decisione di archiviare i tradizionali grembiuli a quadretti, ma soprattutto il costo che il cambiamento comporterà per le famiglie e la strada da seguire per aiutare quelle in maggiore difficoltà. Da lunedì 14 settembre, gli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria indosseranno infatti la nuova divisa dell’Istituto comprensivo in sostituzione dei grembiuli utilizzati finora.

La novità

Una novità maturata attraverso un sondaggio digitale veicolato su WhatsApp e rivolto ai genitori: la maggioranza si è espressa a favore, ma la decisione non è stata unanime e ha lasciato aperte alcune perplessità. Tra queste, anche il costo del corredo, che per il kit minimo (2 magliette a manica corta, 2 magliette a manica lunga, una felpa con zip) è di 40 euro. È su questo aspetto che si è acceso il confronto durante il Consiglio comunale del 7 settembre. Il gruppo di opposizione Persone e Progresso ha proposto l’istituzione di un contributo comunale destinato a famiglie con Isee inferiore a 12mila euro, da assegnare attraverso un avviso pubblico gestito dai Servizi sociali. La maggioranza ha però respinto la proposta. Durissima la replica. L'opposizione ha accusato il governo cittadino di «spendere e spandere» per iniziative autoreferenziali e di chiudere invece le porte davanti alle necessità delle famiglie. Il sindaco Stefano Prete respinge l’accusa: il Comune, sostiene, non avrebbe negato il proprio sostegno, ma scelto una modalità diversa e potenzialmente più ampia. L’Amministrazione avrebbe già scritto alla dirigenza scolastica, dichiarandosi disponibile a sostenere gli interventi che il Consiglio d’istituto riterrà necessari in favore delle famiglie in condizioni di fragilità. «Ci siamo messi a disposizione a prescindere da ogni limite Isee – chiarisce Prete – nel riserbo più assoluto e rimettendo alla scuola la valutazione dei singoli casi».

Secondo il primo cittadino, la proposta respinta avrebbe invece escluso dall’eventuale beneficio le famiglie con un Isee superiore a 12mila euro e trasferito ai Servizi sociali comunali la gestione di una procedura particolarmente delicata.

Due impostazioni, dunque, si confrontano sullo stesso bisogno: da una parte un contributo regolato da una soglia economica e da un avviso pubblico; dall’altra un sostegno mediato dall’istituzione scolastica, senza limiti Isee prestabiliti. «Non devono esserci limiti alle segnalazioni provenienti dal mondo della scuola – conclude Prete – né ingerenze rispetto a un’iniziativa dell’autonomia scolastica». La divisa entrerà in classe lunedì; fuori dai cancelli, invece, il confronto resta aperto.

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