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Agenti della Polizia locale arrestati a Milano, le difese valutano il Riesame

August 10, 2026

Milano, 10 agosto 2026 – Le difese dei quattro agenti della Polizia locale di Milano che, giovedì scorso, con la loro comandante, sono finiti in carcere e che due giorni dopo si sono visti rigettare la richiesta di sostituzione della misura cautelare in una meno pesante, ovvero gli arresti domiciliari, stanno valutando se rivolgersi al Tribunale del Riesame.

Da quanto si è saputo i legali, tra cui Giovanni Briola, Susanna Rita Marangoni, e Pietro Stimolo, dopo la decisione del gip Elio Sparacino che ha concesso i domiciliari solo all'ufficiale donna, Ilenja Sabato, e ha respinto la scarcerazione per gli altri, hanno tempo fino a Ferragosto per depositare o il ricorso ai giudici della Libertà per chiedere la revoca dell'ordinanza originaria o fare appello contro il provvedimento emesso due giorni fa.

I cinque rispondono a vario titolo di peculato, falso, calunnia (solo la comandante) e arresti illegali. Per questi ultimi due reati sono indagati, sempre a vario titolo, a piede libero.

L'inchiesta del pm Giovanni Tarzia, ha al centro la recente cattura di un pusher che si ritiene eseguita baypassando la legge con anche la sottrazione di 1.450 euro. In più, si sospettano almeno altri due casi simili sui quali sono in corso approfondimenti. I vigili, durante l'interrogatorio di garanzia, hanno respinto gli addebiti. 

La “squadretta”

Secondo la Procura, il gruppo operava come una vera e propria “squadretta”, organizzando nei minimi dettagli le operazioni. E se la misura cautelare riguarda esclusivamente i fatti del 16 luglio – la cattura di un pusher che si ritiene eseguita baypassando la legge con anche la sottrazione di 1.450 euro – , il giudice evidenzia nell’ordinanza anche altri episodi analoghi ancora in fase di approfondimento.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, lo spacciatore sarebbe stato attirato a Corsico da una finta acquirente, d’accordo con gli agenti, che peraltro era alla guida di un’auto civetta della polizia Locale pur non avendone titolo. Dopo la cessione di 500 grammi di hashish per 1.450 euro (ancora da capire da dove provenissero) l’uomo è stato portato via dagli agenti in auto. Nel frattempo è stata perquisita la sua Opel Corsa, per poi attestare falsamente di aver rinvenuto la droga all’interno del veicolo. E la somma sottratta non è stata sequestrata, né risulta traccia nei verbali.

Le prove video e la gravità dei reati

Le immagini di videosorveglianza documenterebbero con chiarezza la cessione della droga a Corsico. È risultata invece inspiegabilmente “bloccata in diversa direzione” nell’orario compatibile con l’arresto, la telecamera vicino al distributore di carburante in via Lodovico Il Moro. Per il gip, i reati sono “di estrema gravità se solo si pensa che in base ai soli atti falsi sottoscritti dalla Sabato e dai suoi uomini un soggetto è stato privato della libertà personale per un non breve periodo di tempo, e altri sono stati arrestati sulla base di atti artatamente confezionati dagli indagati”.