Aggredita mentre si trovava sui gradoni, in attesa di fare una videochiamata in tranquillità ma adesso quella tranquillità è diventata un incubo che non le consente neanche di uscire di casa. È lei stessa, la vittima della brutale aggressione, a raccontarne i momenti, ricostruendo la dinamica dell’accaduto e la paura provata davanti a un uomo che, a suo dire, non aveva mai conosciuto personalmente. La giovane ha affidato il suo racconto anche alle telecamere di Dentro La Notizia, ripercorrendo quanto accaduto nella serata di mercoledì dopo le 20.30 quando è stata attinta da alcuni fendenti alla schiena: «Stavo semplicemente aspettando l’orario per fare una videochiamata in tranquillità sui gradoni - spiega - e poi mi sono trovata quest’uomo di spalle che mi ha aggredito». Un’aggressione improvvisa e inspiegabile. Alla domanda se l’uomo le avesse chiesto soldi o il cellulare, la ragazza ha chiarito: «Ero io a chiedergli chi fosse e che cosa volesse, perché non lo conoscevo». L’uomo, sempre secondo il racconto della giovane, non avrebbe pronunciato una parola. «Lui non ha detto nemmeno una parola. Mi ha dato una o due coltellate, poi ha visto che mi sono alzata, mi ha dato dei cazzotti, e poi sono scappata». Una sequenza rapida e violenta, culminata nella fuga della ragazza.
Il dettaglio
Ma c’è un particolare del racconto che aumenta lo sgomento. Dopo essersi allontanata, la giovane racconta di aver visto l’aggressore tornare verso la zona dalla quale lei era precedentemente scesa. «Quando me ne sono andata, lui è risalito di nuovo verso l’area da cui ero scesa», riferisce. La ragazza di Baronissi - ancora sotto choc - in un secondo momento ha chiarito anche un altro aspetto: l’uomo non sarebbe per lei uno sconosciuto in senso assoluto. Lo avrebbe già visto nella zona, ma senza avere con lui alcun rapporto personale. «Sì, so chi è, perché conosco la mia zona, ma non lo conosco», ha raccontato. Ed è proprio questo elemento ad averla lasciata ancora più spiazzata. La ragazza prova a dare una spiegazione a un’aggressione che, stando alle sue parole, non avrebbe avuto alcun motivo apparente: «Infatti, sono rimasta spiazzata e ho pensato che forse mi ha scambiata per un’altra, forse era pazzo».
Parole che restituiscono soprattutto il senso di paura rimasto dopo quei momenti. La giovane ha raccontato di avere paura di uscire: «Ho paura di scendere per strada, perché se una persona ti aggredisce significa che ti vuole morta», ha concluso. Dalla ricostruzione fornita dalla ragazza emerge un’aggressione che, sempre secondo la sua testimonianza, sarebbe arrivata senza alcun preavviso e senza una richiesta precisa da parte dell’uomo, neanche un tentativo di rapina. Ma in zona la paura è tornata a farsi sentire, ancora una volta: tanti i residenti che dopo l’ennesimo episodio hanno richiesto a gran voce ulteriori controlli, tra questi anche chi ha assistito alla scena: «Non dormiamo più, non è più possibile andare avanti così - ha detto una donna - ieri sera abbiamo visto questa ragazza che veniva portata in barella, cosparsa di sangue, ed è difficile da dimenticare. Qui ci sono ragazzini, bambini, donne e giovani ma anche persone anziane che a quell’ora sono tranquillamente in strada. Non possiamo neanche più rincasare dal lavoro che dobbiamo guardarci alle spalle? Dopo l’accoltellamento tra stranieri di fine agosto, adesso anche questa aggressione. Abbiamo bisogno di sentirci al sicuro, siamo al centro della città - ha concluso la donna - inoltre anche vicini alla caserma della polizia».