Home > Cronaca > Aggredito e ferito alla stazione Togliatti a Roma: l’uomo è morto dopo 8 giorni di agonia
L’aggressione risale alla sera del 18 luglio, il presunto responsabile è ora accusato di omicidio
Un uomo di origini nordafricane ferito durante una violenta rapina alla stazione Palmiro Togliatti a Roma, è morto dopo otto giorni di agonia in ospedale. Per il delitto era già finito in carcere un cittadino di origini gambiane, e l’accusa nei suoi confronti è stata rubricata da tentato omicidio a omicidio. L’aggressione risale alla sera del 18 luglio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il cittadino nord africano, era intervenuto per aiutare un amico preso di mira da un rapinatore, che nel tentativo di sventare la rapina è stato aggredito ed è stato colpito ripetutamente alla testa con un cacciavite, riportando due profonde lesioni alla testa Quando ormai era riverso a terra, il rapinatore lo ha preso a calci sul capo. Trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I in condizioni gravissime, l’uomo è morto ieri sera. Il presunto responsabile è ora accusato di omicidio.
Azione: “Servono più controlli”
“Morire per difendere un amico durante il tentativo di rapina avvenuto alla stazione Palmiro Togliatti mette in luce, ancora una volta, l’esigenza di avere più controlli nelle stazioni della metro. Il ministro Piantedosi aveva promesso di potenziare la Polmetro nelle grandi città. Come Azione Roma avevamo promosso una petizione per dire che era necessario potenziare la sicurezza alle fermate della periferia e non solo a quelle centrali. Purtroppo, il grave ed efferato episodio della stazione Togliatti, nonostante il responsabile sia stato consegnato alla giustizia, dimostra che avevamo ragione e che è indispensabile aumentare i controlli nella metro, a partire dalle stazioni di periferia e dagli snodi di scambio”, hanno dichiarato il segretario romano di Azione, Alessio D’Amato, e i consiglieri comunali Flavia De Gregorio e Antonio De Santis.