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Aggressione, la coppia indagata: "Sembravano due tipi tranquilli"

August 1, 2026

Il presidente della Caritas di Cesenatico: "Hanno detto di essere stati licenziati da un hotel"

La mensa della Caritas all’ex convento dei Cappuccini di Cesenatico

La mensa della Caritas all’ex convento dei Cappuccini di Cesenatico

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Sono due persone originarie di Verona e che si sono da poco "aggregate" al gruppo di senza tetto che stazionano nel centro storico di Cesenatico, i presunti autori del pestaggio che lo scorso 17 luglio ha mandato al pronto soccorso Alfiero Moretti, l’uomo di 64 anni che due giorni dopo, il 19 luglio, ha accusato un grave malore ed è deceduto domenica scorsa, 26 luglio. L’aggressione – scaturita secondo quanto riportato da testimoni, da una discussione per la richiesta di una sigaretta – è avvenuta davanti all’ex convento dei Cappuccini, che due anni fa è stato convertito in sede della Caritas. In precedenza c’erano stati episodi di proteste, disordini, schiamazzi e disagi, ma mai si era verificato un pestaggio.

"Io Alfiero Moretti non lo conoscevo e lui non frequentava la Caritas, ma delle persone amiche che gravitano nel centro – racconta Valerio Navarra, presidente della Caritas di Cesenatico – Tant’è che ci sono dei ragazzi che hanno voluto appendere uno striscione per Alfiero sotto i portici dei Cappuccini, proprio perché erano legati a lui. Su quanto accaduto la notte del 17 luglio, non so cosa sia successo e che cosa si siano detti. È un triste episodio che ha profondamente colpito tutti noi e sul quale occorre far luce. Da parte nostra c’è la piena collaborazione con le istituzioni ed i carabinieri".

Navarra non conosce neppure le due persone indagate da lesioni l’accusa si è trasformata in ’morte come conseguenza di altro delitto’), anche se sa chi sono: "Noi registriamo tutte le persone che si rivolgono alla Caritas. Un giorno si sono presentati moglie e marito originari di Verona, i quali hanno detto che sono stati licenziati e cacciati da un hotel dove lavoravano come stagionali. Abbiamo chiesto i documenti e li abbiamo inseriti nella nostra anagrafe. Nei primi giorni usufruivano dei pasti e anche delle docce, poi si sono posizionati in modo stabile con gli altri e dormono anch’essi all’aperto".

Il presidente della Caritas è rammaricato del pestaggio, in quanto la situazione in termini di ordine pubblico nella zona – a suo giudizio – si era stabilizzata: "La coppia di Verona si è presentata molto tranquilla, tant’è che gli consentivamo anche di caricare la batteria del telefonino in ufficio. Inoltre, da quando abbiamo chiuso il dormitorio lo scorso anno, qualcuno ha manifestato e protestato, ma la situazione era tornata alla normalità ed offriamo tutti i giorni i servizi della mensa, distribuzione abiti e centro di ascolto".

La Caritas di Cesenatico segue 220 famiglie seguite. In totale 450 persone assistite all’anno, tra italiani e stranieri. Racconta Navarra. "Distribuiamo 50-60 pasti al giorno, alla domenica vengono anche da Cervia dove la mensa è chiusa. C’è più affluenza nella nostra mensa che a Cesena, si mangia nel refettorio dove abbiamo un numero limitato di posti, per il resto facciamo buste da asporto".

I clochard che gravitano in centro storico sono una quindicina, a volte una ventina. Si ritrovano ai Cappuccini prevalentemente per i pasti e poi si muovono in altre zone: piazza del Monte, Largo San Giacomo dietro la chiesa, ed i giardinetti davanti alla stazione ferroviaria. I problemi maggiori ci sono durante l’inverno, perché scatta l’emergenza freddo e nei giorni più critici vi sono alcuni senza tetto che accettano di trascorrere la notte in pensioni che sono convenzionate con l’Unione Rubicone Mare, ma altri non ne vogliono sapere e preferiscono rimanere all’aperto perché non possono portare alcol in camera.

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