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Ago, il countdown. A dicembre l’apertura dei primi spazi culturali

July 26, 2026

L’11 dicembre 2026 AGO inizierà ad aprire le sue porte alla città. La data è stata annunciata in Piazza Sant’Agostino nel corso dell’incontro "Come un origami", dedicato al futuro del complesso dell’ex Ospedale e, in particolare, a uno degli elementi più innovativi e riconoscibili del progetto architettonico: la grande copertura cinetica destinata a trasformare il Cortile delle Tenaglie in una piazza dinamica e adattabile.

A raccontare il progetto, insieme al presidente di Fondazione di Modena Matteo Tiezzi e al sindaco di Modena Massimo Mezzetti, sono intervenuti tre protagonisti di rilievo internazionale: Carlo Ratti, fondatore dello studio CRA-Carlo Ratti Associati, che con il compianto Italo Rota ha firmato il progetto di recupero e rifunzionalizzazione del complesso; Chuck Hoberman, artista, inventore e tra i massimi esperti mondiali di strutture trasformabili e Aaron Betsky, critico e curatore internazionale, che ha contribuito alla riflessione sulla visione culturale dei futuri spazi di AGO.

Con la presentazione dell’installazione che riproduce in scala la futura copertura cinetica è stato così proposto al pubblico un primo incontro con uno degli elementi architettonici che caratterizzeranno il nuovo polo culturale e di innovazione. La serata ha rappresentato un passaggio nel percorso di avvicinamento all’apertura di AGO e il momento in cui il progetto ha consegnato simbolicamente alla città il proprio conto alla rovescia. L’11 dicembre segna, infatti, la prima delle aperture progressive di AGO: un cammino destinato a svilupparsi per fasi, parallelamente al proseguimento del recupero del grande complesso storico. I primi spazi accessibili consentiranno di iniziare a conoscere l’edificio, la sua storia e il percorso della sua trasformazione, insieme ai primi contenuti culturali ed espositivi.

E l’11 dicembre inaugura anche una mostra, curata dallo studio CRA-Carlo Ratti Associati e da Fondazione Ago che fa dialogare tra di loro oltre 150 opere: le collezioni di Fondazione Ago, tra fotografia, disegno, e arte contemporanea, si accostano alle collezioni scientifiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia, all’arte popolare del Museo della Figurina, e alle opere storiche dei vicini Gallerie Estensi e Museo Civico. In aggiunta a queste, il percorso espositivo è completato da una serie di straordinari prestiti di opere contemporanee e opere commissionate appositamente. Gli artisti in mostra sono circa 50 e provengono un po’ da tutto il mondo.

Nell’incontro in piazza Sant’Agostino, pedonalizzata per il secondo anno consecutivo e trasformata durante l’estate in uno spazio di cultura, spettacolo e incontro, l’iniziativa è stata raccontata come una prima anticipazione della vocazione pubblica del futuro polo: una soglia tra il complesso edilizio e la città e un luogo nel quale pubblici, discipline e linguaggi differenti possono già incontrarsi.

A illustrare la visione architettonica è stato Carlo Ratti, che ha approfondito il rapporto tra il recupero della struttura storica e l’introduzione di soluzioni contemporanee capaci di rendere gli spazi flessibili e riconfigurabili. Il progetto AGO, sviluppato da CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota, coniuga infatti la conservazione di un edificio storico del XVIII secolo con un’idea di architettura in grado di adattarsi nel tempo a nuove funzioni e modalità di utilizzo. Così l’ex complesso ospedaliero si trasforma in una sequenza di musei, spazi di ricerca, strutture educative e cortili pubblici collegati attraverso una struttura architettonica flessibile, dando vita a un nuovo modello di integrazione tra patrimonio storico, cultura contemporanea e innovazione.

Va così a chiudersi un percorso che parte dal lontano. Fu nel biennio 2004 - 2005 che la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (oggi Fondazione di Modena) acquistò il complesso monumentale per sottrarlo al degrado e destinarlo alla città. Nel 2008 venne presentata la visione di trasformare l’ex ospedale in un grande polo dedicato alla cultura contemporanea, alla fotografia, alla formazione e all’innovazione digitale. Nel 2018 nacque ufficialmente la visione di AGO Modena Fabbriche Culturali, un progetto promosso da Comune di Modena, Fondazione di Modena, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe) e Ministero della Cultura. AGO connette l’ex Ospedale Sant’Agostino con il vicino Palazzo dei Musei. Dall’anno successivo partirono i cantieri.