Un consolato dell’Albania a Napoli. «Una porta tra i due Paesi», è la definizione di Edi Rama, il premier del Paese dall’altra parte dell’Adriatico giunto appositamente ieri a Napoli per l’apertura. A guidare il consolato sarà Giuseppe Lettieri, figlio di Gianni, ex presidente dell’unione industriale di Napoli, presente ieri mattina in prima fila alla cerimonia in villa Doria d’Angri a Posillipo. Presenti l’ambasciatrice della Repubblica dell’Albania in Italia, Anila Bitri Lani e l’ex sottosegretario azzurro Gianni Letta.
«Siamo qui per aprire non un consolato nel senso stretto del termine ma una porta tra due realtà che storicamente sono state molto vicine e che umanamente sono molto simili. Per celebrare questa amicizia - spiega il premier albanese Edi Rama - non poteva esserci un luogo più significativo di Napoli: è una città incredibile nella quale la storia non è solo legata ai musei. Qui la storia vive nelle strade, nei quartieri, nelle persone». E aggiunge ironico: «E noi albanesi siamo i napoletani dell’altra sponda del mare. Non vogliamo diventare milanesi, preferiamo il genio e la sregolatezza di Napoli. Forse c’è un casco in meno sui motorini ma è gioia di vivere...». Ovviamente il tema è anche l’ingresso dell’Albania nella Ue. «L’Italia è impegnata per il suo rapido ingresso ma è ben più avanti rispetto a tanti paese dell'Europa centro-orientali quando sono entrati. Oggettivamente - spiega il viceministro agli Affari Esteri, Edmondo Cirielli ieri mattina - l’Albania e il Montenegro hanno fatto passi enormi e meritano di entrare nell’Unione europea perché ne fanno parte. L’Italia è ingaggiata in questo obiettivo e siamo convinti che l’apertura dei consolati sia una occasione importante. Tirana è già una capitale europea».
Il premier albanese Edi Rama a Napoli: «Italia il nostro alter ego, noi i napoletani dell'altra sponda»
«Noi stiamo andando avanti, stiamo continuando i negoziati. È un percorso non facile perché bisogna riuscire a fare bene i compiti a casa. Ma io sono come i napoletani, sono sempre fiducioso e mai pessimista», aggiungerà poi Rama.
La sede
«Oggi i Balcani rappresentano un luogo importante per l'Europa dove rafforzare i legami, creare opportunità: l’intenzione mia e di Rama è di sviluppare un gemellaggio con Durazzo, riaprire questo forte rapporto con i Balcani e l’Albania», spiega il sindaco Gaetano Manfredi nel suo intervento. «Quando si va in Albania ci si sente a casa: c'è uno scambio sia culturale che economico, tutta quell’area dobbiamo cercarla di averla sempre più vicina alle nostre sponde», aggiunge il governatore Roberto Fico.
L’apertura della nuova sede rappresenta il coronamento di un percorso diplomatico mirato a offrire un punto di riferimento concreto alla comunità albanese residente in Campania e alle imprese interessate a sviluppare sinergie commerciali tra le due sponde dell’Adriatico. «Il consolato ha un’importanza strategica per il territorio, ci sono molti albanesi che vivono in Italia e a Napoli. Quindi, c'era l'esigenza di avere per loro un punto di riferimento», spiega il console onorario Giuseppe Lettieri, a margine della cerimonia di inaugurazione. Poi aggiunge: «Ma in realtà il consolato ha anche un altro obiettivo, quello di avvicinare le imprese italiane al territorio albanese e viceversa, le imprese albanesi al territorio italiano. Sono due Paesi molto vicini, non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista culturale. In Albania quasi tutti parlano in italiano, amano la nostra cultura e ogni imprenditore che va lì si sente a casa». Prima della cerimonia il premier Rama è stato invece in visita istituzionale all’università L'Orientale di Napoli (Che nel 1901 aprì la prima cattedra di albanese nel mondo), incontrando i vertici. «Siamo molto onorati - spiega Rama, accompagnato dalla ministra dell’istruzione Mirela Kumbaro - di incontrare gli attori nella difesa della nostra lingua».