Mario Calabresi come candidato
sindaco di Milano per il centrosinistra "sarebbe imbattibile,
potrebbero non fare la campagna elettorale". Così l'ex sindaco
di Milano per due mandati con il centrodestra, Gabriele
Albertini commenta al telefono con l'ANSA il passo avanti del
giornalista, che ieri ha dichiarato di stare pensando a una
candidatura a Milano come sindaco per il centrosinistra.
"Sarebbe imbattibile perché partono con 10-14 punti di
distanza da noi del centrodestra come liste, secondo le ultime
elezioni e anche secondo i sondaggi più accreditati - ha
aggiunto - e quindi un candidato come lui praticamente
riceverebbe il voto della lista, con ogni probabilità il voto
dei centristi e secondo me anche molti voti disgiunti del
centrodestra".
Secondo Albertini quella di Mario Calabresi "è una
personalità assolutamente straordinaria, una persona di un
livello intellettuale, di morale, di empatia, cultura". L'unica
criticità secondo l'ex sindaco di Milano potrebbe essere "la
capacità gestionale, perché come direttore di due giornali
importanti non è stato brillantissimo e il sindaco di una grande
città è anche una figura di organizzatore, di responsabile, di
amministratore delegato di una grande impresa di servizi e della
quale i clienti sono anche i padroni, gli azionisti, quindi
questa è l'incognita".
Lo stesso Albertini ha spiegato che sarebbe il primo ad avere
"un problema per il voto disgiunto se Calabresi fosse il
candidato". Anche perché con lui e con la sua famiglia "c'è un
rapporto" che deriva dagli anni in cui è stato sindaco. "Io da
sindaco ho tolto la lapide che accusava suo padre Luigi
Calabresi di omicidio" nei confronti di Giuseppe Pinelli. "Le
accuse poi sono state smontate in sede giudiziaria e Calabresi è
stato assolto peraltro da un giudice di Magistratura democratica
come Gerardo D'Ambrosio, quindi insomma una garanzia di non
partigianeria", ha concluso.
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