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Alice nella città 2026: dal 13 al 25 ottobre a Roma. il programma

September 24, 2026

Introduzione

Dal 13 al 25 ottobre torna a Roma Alice nella città, giunta alla XXIV edizione e diretta da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli. Ad aprire il festival sarà Wildwood – I segreti del bosco proibito di Travis Knight. Tra gli ospiti Susan Sarandon, che riceverà il Womenlands Excellence Award 2026, e Jeremy Renner, protagonista di una masterclass e premiato dalla Giuria Giovani. In programma 12 film nel Concorso Internazionale, Panorama Italia, la sezione Sintonie con la Mostra di Venezia, 40 cortometraggi, due serie, animazione, un restauro ed eventi Fuori Sala nel centro di Roma

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Quello che devi sapere

Alice nella città 2026, il programma

Alice esce dalla sala e prende alla lettera il proprio nome. Dal 13 al 25 ottobre 2026, parallelamente alla Festa del Cinema di Roma, torna Alice nella città, il festival diretto da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, giunto alla ventiquattresima edizione.

Quest’anno il programma allarga ulteriormente i propri confini: non soltanto film, esordi e nuove generazioni, ma incontri, masterclass ed eventi capaci di attraversare Roma, dall’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone al Cinema Adriano, dal Cinema 4Fontane al Cinema-Teatro Sistina, che entra tra le sedi della manifestazione.

I numeri raccontano un festival sempre più articolato: 12 film nel Concorso Internazionale, sei Proiezioni Speciali, otto titoli nel Concorso Panorama Italia, cinque Proiezioni Speciali della stessa sezione, la linea Sintonie sviluppata con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, due serie televisive e 40 cortometraggi. A questi si aggiungono un restauro, cinque film d’animazione e gli eventi di Fuori Sala.

Wildwood – I segreti del bosco proibito apre Alice nella città

Ad aprire Alice nella città sarà Wildwood – I segreti del bosco proibito di Travis Knight, nuovo lungometraggio in stop motion della LAIKA. Il film segna il ritorno dello studio sul grande schermo dopo sette anni ed è tratto dal racconto di Colin Meloy, illustrato da Carson Ellis.

Un’avventura dentro un bosco proibito, dunque, ma soprattutto un racconto di amicizia, libertà e lotta per la giustizia, in cui il confine tra bene e male rifiuta le comode geometrie della fiaba tradizionale. Non è difficile capire perché Alice abbia scelto proprio questo titolo per alzare il sipario: l’immaginazione, qui, non serve a scappare dal mondo, ma a renderlo meno semplice e molto più interessante.

Tra le Proiezioni Speciali figura anche Making Marie Antoinette di Eleanor Coppola, costruito attraverso circa ottanta ore di materiali girati nel 2005 durante la lavorazione di Marie Antoinette di Sofia Coppola. Il documentario segue la regista sul set tra prove, costumi e momenti rubati, trasformandosi anche nel racconto dello sguardo di una madre sulla figlia mentre conquista la propria voce d’autrice.

Nel programma trovano spazio inoltre Low Expectations di Eivind Landsvik, Lucy Lost di Olivier Clert, Les Roches rouges di Bruno Dumont, The Incomer di Louis Paxton e Alberi erranti di Salvatore Mereu

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Se domani non torno, il film dedicato a Giulia Cecchettin

Particolare rilievo avrà Se domani non torno di Paola Randi, presentato in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma e liberamente ispirato a Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia di Gino Cecchettin, scritto con Marco Franzoso.

Il film prende origine dal femminicidio di Giulia Cecchettin per spostare lo sguardo su ciò che una tragedia lascia dietro di sé: parole, responsabilità, relazioni e domande che continuano a riguardare una comunità. La presentazione nasce anche dal desiderio di proseguire questa riflessione attraverso il dialogo con i ragazzi. 

Susan Sarandon a Roma con The Accompanist

Tra i volti simbolo dell’edizione ci sarà Susan Sarandon, ospite del festival per accompagnare la proiezione di The Accompanist, opera prima di Zach Woods.

Il film mette in relazione due solitudini: una bambina affidata a una nuova famiglia e una donna segnata dalla perdita, interpretata da Sarandon. Nel cast figurano anche Everly Carganilla e Aubrey Plaza.

Sarandon riceverà inoltre il Womenlands Excellence Award 2026, riconoscimento che celebra il suo percorso artistico e la sua indipendenza. Dal Rocky Horror Picture Show a Miriam si sveglia a mezzanotte, da Le streghe di Eastwick a Thelma & Louise, fino a Dead Man Walking, l’attrice ha attraversato decenni di cinema incarnando personaggi capaci di interrogare identità, desiderio, potere e libertà.

I Womenlands Award 2026 saranno assegnati anche a Carmen Consoli e Giovanna Mezzogiorno.

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Jeremy Renner, una masterclass sull’arte della recitazione

Altro grande ospite internazionale sarà Jeremy Renner. Alice nella città gli dedicherà un omaggio che comprenderà una masterclass sull’arte della recitazione e la consegna del Premio Speciale della Giuria Giovani di Alice nella Città.

Un incontro che offrirà l’occasione per attraversare una carriera capace di muoversi tra cinema d’autore e grande spettacolo, dal soldato artificiere di The Hurt Locker al rapinatore di The Town, fino a Clint Barton/Occhio di Falco nell’universo Marvel.

Più che una semplice celebrazione, la masterclass si inserisce bene nell’identità di Alice: il mestiere dell’attore raccontato a una platea di giovani spettatori e aspiranti professionisti, con il lavoro, il corpo e la costruzione di un personaggio al centro del dialogo.

Il Concorso Internazionale, da Balagov a Sandra Wollner

Il Concorso Internazionale riunisce dodici titoli e guarda ancora una volta alla crescita non come a una rassicurante strada verso l’età adulta, ma come a un territorio pieno di crepe, identità provvisorie e appartenenze da mettere continuamente in discussione.

Tra i film selezionati c’è La Gradiva, primo lungometraggio di Marine Atlan, ambientato tra Napoli e Pompei, dove il viaggio di una classe di adolescenti diventa un attraversamento del tempo e della memoria.

Gabin di Maxence Voiseux segue invece per dieci anni un ragazzo del nord della Francia, accompagnandolo dall’infanzia alla maggiore età e osservando il progressivo cambiamento del suo rapporto con il padre.

Con Butterfly Jam, Kantemir Balagov sposta invece lo sguardo nella comunità circassa di Newark e torna a interrogare identità, appartenenza e mascolinità attraverso un adolescente alle prese con l’eredità familiare.

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Panorama Italia, da Tecla Insolia ad Alessandro Gassmann

Sul versante italiano, Panorama Italia continua a cercare autori e interpreti capaci di raccontare il presente senza applicargli sopra un’etichetta preventiva.

Ad aprire la sezione sarà Idda di Irene Dionisio, con Tecla Insolia, Romana Maggiora Vergano e Giuseppe De Domenico. Due donne tornano a camminare insieme molti anni dopo per mantenere una promessa fatta durante l’infanzia, mentre la salita sull’Etna diventa il tempo necessario ad attraversare ricordi, silenzi e distanze.

Tra gli altri titoli figurano È un mondo difficile di Federico Mottica e Senza chiedere permesso, esordio alla regia di Giacomo Mazzariol, ispirato alla storia dell’attivista Elena Rasia.

Il film segue Nicole, giovane con paralisi cerebrale che sogna di diventare speaker radiofonica, e l’incontro con Marta, studentessa fuori corso interpretata da Aurora Giovinazzo. Quello che nasce come uno scambio si trasforma progressivamente in un’amicizia e in uno spazio di autonomia.

C’è poi Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra, opera prima di Pierluca Di Pasquale, tratta dalla graphic novel di Ratigher e dedicata all’adolescenza femminile, all’amicizia e al bisogno di essere riconosciuti senza dover diventare qualcun altro.

In Figli perduti di Lorenzo Maria Chierici, Matteo Oscar Giuggioli, Andrea Dodero e Alessandro Gassmann attraversano invece una storia di rabbia, educazione e desiderio di riscatto.

Completano il concorso i documentari FABULAETIEM di Vittorio Antonacci e Il Caffè di Giulio Pettenò, ambientato nello storico Caffè Florian di Venezia, insieme a FÖA – C’era una volta il futuro di Margherita Ferrari, che riporta lo sguardo nella Genova dei giorni del G8 del 2001.

Le Proiezioni Speciali di Panorama Italia

Cinque le Proiezioni Speciali di Panorama Italia, film diversi per tono e formato ma accomunati dall’interesse per la libertà individuale, i desideri e il rapporto con ciò che viene percepito come norma.

Parla con me di Sophie Chiarello entra in una scuola della periferia di Lecce e lascia che siano gli stessi ragazzi, attraverso dialoghi, laboratori, teatro e cinema, a costruire il racconto della propria crescita.

Se ami qualcuno dillo segna invece l’esordio alla regia di Marco Bonini. Nel cast figurano Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno: la storia parte da un uomo che si risveglia dopo un coma e deve imparare nuovamente a stare al mondo, mettendo in discussione un modello di mascolinità fatto di sentimenti trattenuti e silenzi.

Un altro giorno insieme di Alessandro Guida racconta due diciottenni convinti di essere spettatori della propria esistenza, mentre L’elisir d’amore di Andrea Brusa rilegge in chiave surreale e contemporanea l’opera buffa di Donizetti.

A completare le cinque Proiezioni Speciali è il documentario Carmelo – Dalla porta di Dozier alla porta del Notorious di Corrado Rizza. 

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Sintonie, il dialogo tra Roma e Venezia

Prosegue anche Sintonie, la linea di programma sviluppata in collaborazione con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La sezione accoglie cinque film presentati nel 2026 al Lido tra Concorso, Orizzonti e Spotlight, creando un ponte tra due festival differenti per storia e identità ma accomunati dalla volontà di far circolare il cinema e gli sguardi più nuovi.

Una seconda vita festivaliera che, soprattutto per le opere meno facilmente intercettabili dal grande pubblico, significa non lasciare che il passaggio in una rassegna diventi un’apparizione destinata a svanire nel giro di pochi giorni

Le serie: Una piccola formalità e Strade Maestre

Alice nella città guarda anche alla serialità con la collaborazione con Roma Lazio in serie, progetto della Fondazione Roma Lazio Film Commission dedicato al mondo delle serie televisive.

Tra i titoli annunciati figura Una piccola formalità di Davide Marengo, con Pilar Fogliati, Lorenzo Richelmy, Alessio Boni e Carlotta Natoli.

Fogliati interpreta Rachele Braganza, trentenne che lavora in una rivista di costume ma sogna il giornalismo d’inchiesta. L’eredità improvvisa di uno zio mai conosciuto la trascina dentro una storia familiare di segreti, incontri e domande sul passato.

In programma anche la seconda stagione di Strade Maestre, esperienza che porta otto ragazze e ragazzi tra i sedici e i diciotto anni fuori dalle aule tradizionali per affrontare un anno scolastico viaggiando attraverso l’Italia, accompagnati da insegnanti e guide ambientali. Il territorio diventa così un’aula a cielo aperto, ma è soprattutto la convivenza a trasformarsi, puntata dopo puntata, nella materia più difficile da imparare.

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Onde Corte, 40 cortometraggi e un festival dentro il festival

Con Onde Corte, Alice nella città rinnova l’attenzione al cortometraggio. Il programma sarà ospitato per la prima volta al Cinema-Teatro Sistina e comprende complessivamente 40 cortometraggi, articolati tra Concorso Internazionale, Concorso Panorama Italia, Fuori Concorso, Academy e Proiezioni Speciali.

Una sorta di festival nel festival, pensato come luogo privilegiato per osservare linguaggi, formati e autori che spesso proprio nel cinema breve possono permettersi quella libertà di sperimentazione che le produzioni più grandi rendono più difficile.

Tra le Proiezioni Speciali figurano anche Joy of Joys di Jonathan Glazer e Il ritorno di Francesca Comencini, insieme a Cose che capitano ai vivi di Angela Norelli, Dente di cinghiale di Rebecca Cervato, J. Shakespeare di Karin Proia e Skinny Bootines di Romain F. Dubois.

Gli incontri e il mestiere dell’immagine

Il programma degli incontri comprende inoltre una nuova linea dedicata alla fotografia cinematografica, realizzata con il Collettivo Chiaroscuro.

Il primo appuntamento, intitolato Cosa lasciare fuori dall’immagine – Rivendico il diritto all’errore, metterà a confronto Renato Berta e Paolo Carnera, due generazioni di direttori della fotografia chiamate a ragionare sul significato della luce, del fuori campo e di ciò che il cinema sceglie deliberatamente di non mostrare.

Una domanda apparentemente tecnica che in realtà riguarda l’essenza stessa del cinema: ogni inquadratura nasce tanto da ciò che contiene quanto da quello che lascia fuori.

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Fuori Sala porta Alice per le strade di Roma

Se il cinema continua a vivere soprattutto al buio, Alice quest’anno sembra voler verificare cosa gli succede quando viene esposto alla luce della città.

Torna infatti Fuori Sala, il format ideato da Alice nella città, che prenderà il via il 13 ottobre con una Notte Bianca per le strade di Roma.

L’iniziativa rafforza l’idea di un festival non più confinato esclusivamente nelle sale, ma capace di stabilire una relazione con i luoghi, le persone e il tessuto urbano. Nello stesso spirito si inserisce lo spostamento di una parte significativa delle attività nel Distretto Ludovisi, in dialogo con il MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo e con una nuova geografia del cinema nel cuore della Capitale.

Cinema, industria e pubblico tornano così a incontrarsi in uno spazio più ampio della semplice proiezione.

Ed è forse qui che il programma 2026 dichiara con maggiore chiarezza la propria idea di Alice nella città. I film restano il centro, naturalmente. Ma attorno allo schermo cresce un sistema di incontri, cortometraggi, serie, masterclass e dialoghi con le altre arti.

Perché le nuove generazioni, più che un genere cinematografico, sono uno sguardo. E uno sguardo, quando funziona, non dovrebbe mai stare troppo fermo.

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