Redazione 21 settembre 2026 19:10
Le campagne fiorentine stanno perdendo terreno, aziende e ricambio generazionale. In 35 anni sono scomparsi 58mila ettari di superficie agricola utilizzata e il calo accelera: Confagricoltura Firenze chiede politiche capaci di garantire redditività, investimenti e futuro alle imprese del territorio.
“Il volto delle campagne intorno a Firenze rischia di cambiare in modo profondo se non riusciamo a mantenere viva la presenza delle imprese agricole. Negli ultimi 35 anni, secondo i dati Irpet, la superficie agricola utilizzata nella provincia fiorentina ha perso 58.000 ettari: una superficie, tanto per dare un’idea, pari a quella dei comuni di Greve, San Casciano, Figline, Fiesole e Pontassieve messi insieme. E preoccupa ancor di più il fatto che questo fenomeno si sia amplificato nell’ultimo decennio: dal 2010 al 2020 le superfici coltivate sono ulteriormente crollate del 13,64%, più di quattro volte rispetto all’Italia dove calano del -3,31%.Per questo non basta guardare alla produzione: dobbiamo costruire condizioni economiche e professionali che permettano alle aziende di continuare a operare e alle nuove generazioni di raccogliere il testimone”. È il messaggio lanciato da Francesco Colpizzi, presidente di Confagricoltura Firenze, nel corso dell’assemblea generale dell’Unione degli Agricoltori di Firenze, dedicata a “Seminare dialogo per coltivare prospettive. I giovani, il mercato, le politiche agricole”, che si è svolta all’Auditorium della Camera di Commercio di Firenze.
“La questione agricola riguarda direttamente anche l’assetto del territorio – spiega Colpizzi –. Quando un’attività non trova più le condizioni per proseguire, non viene meno soltanto una fonte di reddito: si indebolisce quella presenza quotidiana che contribuisce a mantenere curate le campagne e a conservarne le caratteristiche. È un processo che dobbiamo governare prima che diventi difficile da invertire”.
Per il presidente di Confagricoltura Firenze, una delle priorità è quindi rendere il settore nuovamente capace di attrarre chi oggi si trova davanti alla scelta se intraprendere o meno un percorso professionale nell’agricoltura. “Nel nostro territorio il 54,8% delle aziende agricole ha un conduttore ultrasessantenne e solo il 6,9% delle aziende sono gestite da giovani, contro il 9,3% a livello nazionale. L'età media degli agricoltori fiorentini è di 62 anni. Sono numeri che purtroppo parlano chiaro. Un giovane deve poter vedere nell’impresa agricola un progetto di vita e di lavoro, non una scommessa senza prospettive – sottolinea Colpizzi –. Questo significa intervenire sulla redditività, facilitare gli investimenti, ridurre gli ostacoli burocratici e accompagnare le aziende nelle trasformazioni che stanno interessando il settore”.
Al centro dell’assemblea anche il futuro della politica agricola europea, in vista delle prossime decisioni sul suo assetto. A livello regionale esistono politiche attive per sostenere i giovani in agricoltura dentro il piano GiovaniSì.
L’Unione degli Agricoltori di Firenze chiede che le nuove scelte non si limitino a rafforzare gli strumenti di sostegno nei momenti di maggiore difficoltà, ma contribuiscano a rendere più solide e autonome le aziende.
“Il punto è passare da una logica prevalentemente difensiva a una politica che accompagni lo sviluppo – conclude Colpizzi –. Servono strumenti per chi vuole investire, innovare e aumentare la propria capacità competitiva. Solo creando queste condizioni possiamo assicurare continuità alle imprese e, attraverso di esse, proteggere il paesaggio agricolo che fa parte dell’identità di Firenze e del suo territorio”.