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Milano – Un’aggressione grave ogni dieci giorni. È questa la dimensione raggiunta in Lombardia dalla violenza che nasce sulla strada per una precedenza, una manovra azzardata, un sorpasso o una discussione tra conducenti. Nel 2025 l’Osservatorio Asaps-Sapidata ha censito nella regione 38 episodi: un dato che colloca la Lombardia al secondo posto in Italia, praticamente appaiata alla Campania, prima con 39. Seguono, a distanza, Sicilia (25), Lazio (23), Emilia-Romagna e Puglia (17).
"Violenza che fa paura”
“È una violenza che sembra dilagante, che fa paura”, commenta Giordano Biserni, presidente di Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale. A riportare il tema al centro dell’attenzione è l’ultimo gravissimo episodio avvenuto a Lanzo Torinese, dove un automobilista avrebbe deliberatamente investito per due volte un gruppo di ciclisti ed è stato arrestato per tentato omicidio. Ma i numeri raccontano un fenomeno che va ben oltre il singolo caso. A livello nazionale le aggressioni gravi legate a liti stradali sono state 227 nel 2025, in netto aumento rispetto alle 183 dell’anno precedente. Nove persone sono morte e 274 sono rimaste ferite, 102 delle quali in maniera molto grave.

Giordano Biserni, presidente di Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale
Dalla discussione all’aggressione
A colpire è anche la frequenza con cui una discussione nata sulla strada si trasforma in un’aggressione con un’arma: in 48 episodi sono state utilizzate pistole, coltelli o altre armi proprie; in altri 45 mazze, cacciaviti, ombrelli o persino la stessa automobile. Complessivamente significa che in oltre quattro aggressioni su dieci è comparsa un’arma, propria o impropria. Anche un recente sondaggio internazionale di DiscoverCars, condotta su 713 automobilisti, mette proprio l’Italia in cima alla classifica della guida percepita come più aggressiva: gli stessi residenti le assegnano 3,5 punti su 5. Il 23% del campione globale indica inoltre l’Italia come il Paese nel quale ha sperimentato comportamenti aggressivi alla guida.
La “road rage”
Ma le aggressioni più gravi sono soltanto la punta di un fenomeno più ampio, che gli psicologi definiscono road rage, la rabbia da strada: quell’aggressività che può esplodere al volante tra insulti, gesti, clacson, inseguimenti e reazioni sproporzionate a un comportamento altrui. “La tolleranza e l’educazione civica? Scomparse”, sintetizza Biserni. Ed è proprio l’imprevedibilità di chi si incontra sulla strada a rendere pericoloso reagire a un comportamento scorretto. “Non ingaggiate mai una lite. Non fermatevi a discutere. Se vi trovate bloccati non avvicinatevi mai a meno di due metri dell’esagitato. Non sappiamo mai chi c’è nell’altra vettura: un ubriaco, un drogato, una persona che ha assunto farmaci particolari o semplicemente un soggetto di indole violenta. Insomma c’è sempre da rimetterci e i rischi sono veramente notevoli”.
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