Elephants

Alluvione del maggio 2023: "Allarme noto da giorni ma avvisi inadeguati"

August 29, 2026

Mazzotti (Comitato alluvionati) contesta la richiesta di archiviazione dell’inchiesta e lamenta che i cittadini danneggiati non sono stati sentiti dagli inquirenti.

Mazzotti (Comitato alluvionati) contesta la richiesta di archiviazione dell’inchiesta e lamenta che i cittadini danneggiati non sono stati sentiti dagli inquirenti.

Mazzotti (Comitato alluvionati) contesta la richiesta di archiviazione dell’inchiesta e lamenta che i cittadini danneggiati non sono stati sentiti dagli inquirenti.

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

"Rimango basito davanti a questa richiesta di archiviazione che viene liquidata dalla Procura della Repubblica di Forlì con le parole: ‘Alla luce delle indagini espletate non sono emersi elementi idonei a fondare una ragionevole previsione di condanna’. Forse c’era poca luce, eppure gli elementi ci sono anche fra quelli che sono nei fascicoli che riportano fatti che non vengono ritenuti rilevanti". L’autore di questo sfogo è Mauro Mazzotti, presidente del Comitato Alluvionati e Franati del Cesenate, intenzionato ad opporsi alla richiesta di archiviazione delle indagini sull’alluvione.

Lei è stato sentito? "No, e mi meraviglio che non si siano ascoltati i rappresentanti dei comitati che dopo tre anni di lavoro, di raccolta materiali, testimonianze, incontri, confronti e soprattutto come danneggiati avrebbero potuto dare il loro contributo. Mi chiedo quale sia la linea seguita per le indagini".

Cosa avrebbe potuto dire? "Che l’allarme si sapeva già giorni prima, ma i sistemi di avviso alla popolazione non hanno funzionato, o meglio erano assolutamente inadeguati. Alle 18.40 del 26 maggio i vigili del fuoco avrebbero dovuto prelevare mia madre di 89 anni con un canotto, ma hanno dovuto rimandare l’intervento per soccorrere un disabile al 100%. Questo è accaduto mentre avevamo l’acqua dentro gli stivali in strada e dentro casa".

Ci sono episodi particolari? "Moltissimi, citerò solo l’avvocato Emanuele Gentili che tutti abbiamo visto trascinare di peso con mezzi di fortuna fuori dal suo studio interrato in via Ex Tiro a Segno, forse solo la sua altezza gli ha salvato la vita; eppure poco prima era andato al Ponte Nuovo che è a 200 metri a chiedere informazioni e l’avevano tranquilizzato. Abbiamo tante altre storie e documenti sulla mancata manutenzione dei fiumi per decenni, ma nessuno ce li ha chiesti. Da che parte proiettava il suo fascio di luce il faro delle indagini?".

A Mauro Mazzotti fa eco il geologo Riccardo Galassi: "Dalle carte che abbiamo potuto vedere, i carabinieri forestali che hanno svolto le indagini hanno sentito pochi testimoni, in particolare non hanno interrogato gli alluvionati che si sono tirati fuori dai guai da soli, aiutandosi l’un l’altro, poiché le strutture pubbliche (vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine) non potevano far fronte a tutte le emergenze".

Secondo lei sono stati rispettati i piani di protezione civile in essere? "Bella domanda, la rivolgerei ai magistrati della Procura della Repubblica forlivese che hanno condotto le indagini. A questo proposito credo che sarebbe interessante verificare le comunicazioni fra la Protezione civile forlivese e cesenate e i Coc (centri operativi comunali). E c’è un’altra cosa...".

Dica pure. "E’ possibile attribuire tanto valore agli allarmi diffusi via social, come se in un’emergenza del genere tutti non avessero altro da fare che stare attaccati al telefonino?".

© Riproduzione riservata