Elephants

Alluvione in Nepal e Tibet, superati i 1.200 morti e i 4.700 dispersi

September 3, 2026

Contando le vittime in entrambi i Paesi, i decessi totali sono 1273 e le persone disperse 4757. Più passa il tempo e più il cambiamento climatico viene indicato come il responsabile della frana da cui lo scorso 26 agosto è partita l'inondazione. Molto probabilmente è stata causata dall'indebolimento della roccia: con il riscaldamento globale, l'acqua di fusione dei ghiacciai e lo scongelamento del permafrost potrebbero aver contribuito a destabilizzarla

ascolta articolo

Sceglici su:

È salito a 1.252 il numero delle persone morte nelle inondazioni che lo scorso 26 agosto hanno colpito il Nepal, mentre quelle disperse sono 4.216, secondo i dati più recenti diffusi dall'autorità nepalese per la gestione dei disastri. Tenendo conto del bilancio ufficiale della situazione in Tibet, in totale i decessi sono almeno 1.273 e dispersi 4.757. Alcuni attivisti - riporta la France Presse - accusano il governo cinese di sottostimare il reale numero delle vittime della tragedia. Proseguono intanto le ricerche di chi è ancora disperso.

Rocce fragili per riscaldamento globale

Più passa il tempo più il cambiamento climatico viene indicato come il responsabile della frana da cui è partito tutto. Molto probabilmente è stata causata dall'indebolimento della roccia: con il riscaldamento globale, l'acqua di fusione dei ghiacciai e lo scongelamento del permafrost potrebbero aver contribuito a destabilizzarla. Sul New York Times si spiega come la cicatrice lasciata sul fianco della montagna e la roccia e il permafrost esposti - una miscela di terreno ghiacciato e rocce sotto il ghiacciaio - offriranno indizi su cosa abbia causato la frana, che ha avuto una portata 30 volte superiore alle Cascate del Niagara ed è piombata giù a oltre 160 km all'ora. Secondo Kristen Cook, geomorfologa presso l'Université Grenoble Alpes che fa parte di un team scientifico che sta studiando il disastro, "la migliore interpretazione attuale è che si sia trattato di un crollo roccioso che ha fatto crollare il ghiacciaio".  Gli scienziati sono ora particolarmente preoccupati per le Alpi, poiché l'Europa si sta riscaldando più velocemente rispetto ad altri continenti.

Vedi anche

Frana in Nepal, cosa ci dice il monitoraggio italiano sull'Everest

Almeno 22mila bambini senza acqua potabile

In Nepal a causa dell'inondazione è anche emergenza acqua potabile: sono almeno 22mila i bambini che ne hanno urgente bisogno, così come di adeguati servizi igienico-sanitari e assistenza in materia di igiene, fa sapere l'Unicef. I sistemi di approvvigionamento idrico sono infatti stati danneggiati in tutti i distretti colpiti, dagli impianti comunitari alle reti più estese, mentre le strutture igienico-sanitarie sono state danneggiate e distrutte, si legge nel comunicato. Allo stesso tempo, le famiglie vivono in case e centri di accoglienza affollati, creando condizioni che aumentano il rischio di focolai di malattie infettive e trasmesse dall'acqua.

Un nuovo sistema di allerta per frane al confine con la Cina

Intanto, il Nepal guarda avanti e intende ricostruire un sistema di allerta precoce per le frane lungo un tratto del confine con la Cina, installando sensori sismici, telecamere e un collegamento satellitare, secondo quanto riportato da Channel NewsAsia. Le apparecchiature saranno installate inizialmente a Timure, un insediamento nel distretto di Rasuwa, lungo lo stesso corridoio fluviale al confine con la Cina attraversato dall'enorme massa di fango, acqua e rocce provocata dal collasso di un ghiacciaio. Il collegamento satellitare Vsat dovrebbe garantire la comunicazione con le stazioni di monitoraggio anche in caso di interruzione delle reti mobili. L'alluvione della scorsa settimana aveva infatti messo fuori uso almeno quattro stazioni di rilevamento nella zona di confine. Un nuovo sistema di allerta potrebbe garantire alle autorità solo pochi minuti per avvertire le comunità a valle in caso di un nuovo evento provocato da una frana.

Vedi anche

Nepal e Tibet: dove la gente ha perso tutto, anche il futuro dei figli

ricerche dei dispersi per l'alluvione in nepal
Operazioni di ricerca dei dispersi in Nepal, 3 settembre 2026