I messaggi tra gli studenti fanno dilagare la paura di azioni violente. Intanto carabinieri e polizia locale presidieranno gli ingressi degli istituti . per tutta la settimana su richiesta dei dirigenti scolastici e delle famiglie.

Agenti della polizia locale davanti all’Iti e ragioneria

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di Luca Ravaglia
L’allarme è stato immediato, perché mentre a livello nazionale dilaga la rabbia distruttiva di chi per far sentire la sua voce sceglie di mettere a ferro e fuoco strade e negozi, il raid degli studenti dell’istituto professionale Comandini che lunedì mattina avevano rubato fumogeni e petardi in un negozio in zona Vigne per poi utilizzarli contro la scuola e per tentare di appiccare un incendio alla vegetazione nel parco fornace Marzocchi, ha spinto ad alzare il livello di guardia intorno agli istituti superiori del territorio. Anche perché per gettare ulteriore benzina sul fuoco delle paure, tra la serata di lunedì e la mattina di ieri hanno iniziato a circolare sui social network e nelle chat di classe una serie di messaggi che in escalation minacciavano azioni deplorevoli di ogni genere, da stupri di gruppo ai danni di studentesse ad atti vandalici contro gli stessi istituti scolastici e non solo. Tutti segnali che i dirigenti scolastici hanno preso molto seriamente, decidendo di rivolgersi in maniera unitaria alle forze dell’ordine, segnalando una situazione potenzialmente ad alto rischio e chiedendo di intensificare i controlli davanti alle loro scuole. Richiesta che ha trovato immediati riscontri, dal momento che fin da ieri mattina le pattuglie di polizia, carabinieri e polizia locale hanno presidiato gli accessi garantendo la sicurezza della popolazione studentesca e del personale al lavoro, partendo proprio dall’istituto Comandini. "In queste ore la situazione è tornata a normalizzarsi - ha commentato ieri Dario Nicchitta, dirigente scolastico sia dell’istituto tecnico ‘Pascal’, che de professionale ‘Comandini’ - In effetti la presenza delle forze dell’ordine si sta dimostrando un ottimo deterrente: l’auspicio è ovviamente quello che in questi giorni gli animi si plachino del tutto. Il che non vuole certo dire negare a studentesse e studenti il diritto a manifestare e a esprimere le loro idee e preoccupazioni. Lo dimostra l’atteggiamento che la scuola ha sempre mostrato nei loro confronti". Il riferimento è a quanto accaduto sabato mattina proprio al ‘Comandini’: "Ci era stata chiesta la possibilità di organizzare un’assemblea nell’atrio, per dare modo agli studenti di confrontarsi e discutere sulle note problematiche attuali. Abbiamo accettato, nel pieno rispetto una legittima rivendicazione. Lunedì però le cose sono decisamente andate oltre. Garantire la sicurezza delle persone e il rispetto delle regole è fondamentale in ogni contesto, a scuola a maggior ragione. Da qui è dunque nata la scelta di redigere il documento condiviso con gli altri dirigenti scolastici poi inoltrato alle forze dell’ordine".
L’attenzione resterà alta anche nei prossimi giorni, anche in risposta all’ondata di messaggi diffusi sulla rete con lo scopo di alimentare il panico, prima di tutto tra giovani e giovanissimi. Il tema è stato anche al centro di un intervento di Michele Pascarella: "In qualità di responsabile provinciale sicurezza di Forza Italia nonché di ex dirigente della Polizia di Stato, sento il dovere di esprimere vicinanza e solidarietà alle migliaia di poliziotti, carabinieri e finanzieri che a Milano e nelle piazze delle grandi città italiane hanno messo a repentaglio la propria vita. Bisogna sgombrare il campo dall’idea che queste sono le piazze degli studenti che vogliono migliorare la scuola e la società, queste sono le piazze popolate per la gran parte dai pro Hamas, dai fintopacifisti e dagli immigrati di seconda generazione che spaccano le vetrine come rivalsa nei confronti di quel paese che ha accolto i loro padri offrendogli quella dignità e quei diritti che tuttora vengono negati nei loro paesi di origine".
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