Un adolescente della North Carolina è morto dopo aver contratto una rara infezione provocata da Naegleria fowleri, un organismo unicellulare conosciuto come “ameba mangia-cervello”, che può trovarsi in laghi, fiumi e altri ambienti di acqua dolce. A riferirlo sono le autorità sanitarie locali e i media statunitensi.
Il ragazzo, identificato dalla famiglia come Moises Ponce Mendoza, è morto lunedì dopo aver sviluppato una grave infezione causata dall'ameba. E il North Carolina Department of Health and Human Services ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia, agli amici e alla comunità colpita dalla tragedia.
L'accaduto al ragazzo
Lo scorso 27 agosto il dipartimento sanitario dello Stato aveva comunicato che Mendoza era in condizioni critiche e stava ricevendo cure mediche dopo aver contratto l'infezione da Naegleria fowleri, un organismo che si sviluppa soprattutto nelle acque dolci calde.
Il contagio può verificarsi quando l'acqua contaminata entra nel naso, da lì l'ameba può raggiungere il cervello e provocare la meningoencefalite amebica primaria (PAM), una patologia estremamente rara ma molto grave. L'infezione può progredire rapidamente e portare al coma e alla morte in pochi giorni.
L'organismo viene comunemente definito “ameba mangia-cervello” perché, una volta raggiunto il cervello, può distruggere il tessuto cerebrale. I casi si verificano soprattutto durante i mesi estivi, quando le temperature dell'acqua aumentano e le principali esposizioni sono associate alla balneazione in laghi, fiumi e altri corsi o bacini di acqua dolce.
I sintomi e il rapido peggioramento dell'adolescente
I primi sintomi possono includere forte mal di testa, febbre, nausea e vomito: con il progressivo aggravarsi dell'infezione possono comparire rigidità del collo, convulsioni e perdita di coscienza fino al coma. La madre del ragazzo, Monica Mendoza, aveva raccontato la situazione attraverso una raccolta fondi online, spiegando che il figlio, descritto come un ragazzo pieno di vita, si trovava ricoverato in ospedale in coma.
Secondo quanto scritto dalla donna, tutto sarebbe iniziato con un forte mal di testa, la madre aveva inizialmente portato il figlio in un ospedale di Burlington, dove, secondo il suo racconto, le era stato comunicato che poteva tornare a casa.
Le condizioni dell'adolescente sono però peggiorate rapidamente, il ragazzo è stato successivamente trasportato d'urgenza, nella mattinata di sabato, al pronto soccorso dell'University of North Carolina Hospital. È stato lì che i medici hanno individuato l'infezione provocata dalla rara ameba.
La madre ha raccontato che da quel momento la vita della famiglia è cambiata completamente e che i medici hanno fatto tutto il possibile per combattere l'infezione e dare al ragazzo una possibilità di sopravvivere.
Un caso ancora sotto esame
Il dipartimento sanitario della North Carolina ha fatto sapere che sono ancora in corso accertamenti per individuare l'origine dell'infezione e stabilire dove possa essere avvenuta l'esposizione all'ameba.
La meningoencefalite amebica primaria resta una malattia estremamente rara negli Stati Uniti: generalmente vengono registrati meno di dieci casi all'anno.
Un'altra vittima in Louisiana
La morte di Mendoza arriva a poco più di una settimana da un altro caso tragico registrato negli Stati Uniti. Una bambina - di nome Lillian Smart, di 8 anni - è infatti morta dopo aver contratto un'infezione collegata alla “ameba mangia-cervello”. Pare avesse nuotato in un lago nel nord della Louisiana prima di ammalarsi.
I due casi riportano l'attenzione sui rischi, seppur estremamente rari, legati alla presenza di Naegleria fowleri nelle acque dolci calde durante i mesi estivi in quelle zone.