Elephants

America's Cup, il vento del Sud: l'editoriale del direttore Di Vincenzo

September 28, 2026

È stato il maestrale, il vento più amato dai velisti nel Golfo di Napoli, a dare ritmo e intensità all’ultima giornata delle pre-regate. Un vento puro, proveniente da terra, capace di esaltare le prestazioni dei bolidi dell’America’s Cup e di accompagnare Luna Rossa verso la vittoria nel campo di regata più bello al mondo. Ma quello che ha soffiato su Napoli non è stato soltanto vento nelle vele. È anche il vento del Sud: una forza simbolica che ridisegna i confini dell’ambizione e restituisce al Mezzogiorno il ruolo che gli spetta, quello di una prua lanciata verso il futuro.

A fare da cornice all’evento sono state centinaia di migliaia di persone: 250.000 nei quattro giorni, 130mila soltanto ieri. Non solo il villaggio regate ma un’intera città: dagli spalti naturali della collina di Posillipo, dal Vomero a Castel dell'Ovo alle tante barche che hanno seguito da mare le gare, fino ai tetti e alle terrazze affacciate sul golfo, gremiti anche dai tantissimi turisti arrivati per l’occasione.

Il bilancio delle pre-regate è straordinario: Napoli ha dimostrato di poter essere capitale della vela e, insieme, modello di grande organizzazione. La città ha saputo accogliere, gestire ed esaltare un evento internazionale con naturalezza, efficienza e un rigoroso presidio della sicurezza.

Dietro questo risultato c’è tanto coraggio e tanto lavoro, non solo nei giorni della kermesse, ma quello speso in una lunga fase preparatoria e logistica. In poco più di un anno, la macchina organizzativa si è fatta trovare pronta.

Se queste pre-regate erano l’antipasto, la città può già pregustare il piatto principale: la Coppa vera e propria del prossimo anno. Per allora Napoli avrà anche completato progetti ambiziosi oggi ancora in cantiere.

E, perché no, potrà guardare oltre, candidandosi con autorevolezza e piena consapevolezza della sfida anche per le Olimpiadi, insieme con Roma. Questa è stata una prova di maturità collettiva, vissuta senza tensioni, nella quale Napoli ha mostrato il suo volto migliore e ha superato, una volta per tutte, molti dei pregiudizi che troppo spesso gravano sulla città. L’immagine più potente è quella di una città capace di tenere insieme sfumature e contrasti. Mentre sul lungomare sfrecciavano i bolidi della tecnologia e del mare, a Barra andava in scena la storica Festa dei Gigli. Questo intreccio dimostra quanto sia importante estendere e diffondere i grandi eventi anche nelle periferie: un obiettivo strategico che crea un legame forte tra le radici della tradizione e il futuro che corre veloce sulle onde.

Quanto può offrire questa terra, questa città, questa regione? La risposta è in una miscela unica di bellezza, accoglienza, energia e capacità organizzativa. Una miscela che ha conquistato team, sponsor, turisti e, questa volta, persino molti napoletani. spesso fin troppo scettici sulle reali potenzialità del proprio territorio. E Il Mattino, media partner dell'evento, ha scelto di raccontare l'America's Cup live, dallo stand sul lungomare Caracciolo, che è diventato il cuore pulsante della città, una finestra aperta su Napoli. Per quattro giorni, dalle 12 alle 18, il nostro giornale ha accolto in diretta tv rappresentanti istituzionali, imprenditori, manager e sportivi per parlare degli effetti dell'evento su Napoli, la Campania, il Sud e il Paese e dell'eredità che lascerà sul territorio. I numeri ci hanno dato ragione: oltre 5 milioni e mezzo di visualizzazioni - solo per i contenuti video del quotidiano - tra dirette e video social diffusi su ilMattino.it, YouTube, Instagram, Facebook e TikTok.

A volte serve il coraggio di scacciare la paura e di tuffarsi in un’avventura magnifica come questa. Serve voltare le spalle ai professionisti del disfattismo e confidare nella nostra straordinaria capacità di fare. Senza dimenticare che Napoli è stata una grande capitale e possiede tutte le carte in regola per tornare a esserlo pienamente. Perché questo slancio diventi strutturale, serve una visione permanente. Il lungomare ritrovato in questi giorni - vissuto intensamente, reso accessibile grazie alle pedane sulle scogliere e, allo stesso tempo, vigilato, pulito e curato - deve diventare un modello stabile di vivibilità urbana.

La bellezza ha bisogno di tutela. Di consapevolezza che le cose belle, e quelle che verranno, vanno tutelate in una città che deve crescere superando quelle negatività che pure sono presenti in ogni metropoli e quelle specifiche di una città complessa come Napoli. L’entusiasmo e la fiducia dei cittadini meritano cura quotidiana. Solo così un grande evento può trasformarsi in una risorsa duratura per Napoli e per tutto il Mezzogiorno.