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Amiu a rischio, i sindacati chiedono subito un vertice. Bitetti: «Li incontreremo»

September 23, 2026

La prossima partita di Kyma Ambiente si giocherà a Palazzo di Città. I sindacati attendono la convocazione del Comune di Taranto dopo il confronto con l’amministratore unico di Amiu Gaetano Nacci, che ha messo sul tavolo un quadro finanziario particolarmente critico. Il bilancio 2025 è in fase di ultimazione e dovrebbe arrivare al socio unico entro la fine di settembre o, al massimo, nella prima decade di ottobre. È attorno a quel documento che si concentrano ora molte delle domande sul futuro della partecipata.

L’esposizione debitoria supera i 43 milioni di euro e una parte consistente riguarda l’Agenzia delle Entrate. Nacci ha parlato di «evidente squilibrio patrimoniale» e della necessità di arrivare prima di tutto a una fotografia attendibile della situazione. In poco più di cinquanta giorni alla guida della società, Nacci ha avviato quella che ha definito una «operazione verità e bonifica» dei conti, intervenendo anche sulla struttura di consulenza ereditata dalla precedente gestione.

Sono stati infatti revocati gli incarichi ai due advisor che avevano lavorato al percorso di risanamento. Parallelamente, Kyma Ambiente ha formalizzato alla Regione Puglia la richiesta di rinnovo dell’Aia per l’inceneritore, ma ora si teme una svalutazione. L’impianto, iscritto a bilancio per circa 42 milioni di euro, potrebbe infatti subire un drastico ridimensionamento alla luce delle risultanze di una recente perizia tecnica. È una situazione che i sindacati vogliono affrontare senza ulteriori rinvii.

Le dichiarazioni dei sindacati

Carmelo Sasso, segretario della Uiltrasporti, mette in discussione l’ipotesi di affidare semplicemente a un intervento governativo la soluzione della crisi. «Invocare l’aiuto del Governo su questa vicenda – osserva - ci sembra veramente un paradosso. Noi temiamo che alla fine qualcuno ci dovrà dire che la situazione è ingovernabile e che quindi la società va messa in liquidazione, con la massa debitoria che dovrà essere coperta attraverso l’alienazione dei beni aziendali».

Il punto, però, è capire quale sarà la risposta del Comune, socio unico della partecipata. Il margine finanziario di Palazzo di Città appare ristretto e la possibilità di un intervento diretto dovrà essere verificata alla luce del quadro che emergerà dal bilancio e dalle regole che disciplinano le società partecipate. Per questo, oltre ai conti, diventa decisivo il confronto istituzionale con gli altri livelli di governo.

La risposta

«Stiamo seguendo il caso di Kyma Ambiente ogni ora del giorno. La situazione - ha detto il sindaco Piero Bitetti - è complessa, ma non è una sorpresa. Chi si sorprende evidentemente era distratto. La stiamo affrontando con molta determinazione provando a interloquire anche con altre istituzioni per superare il momento di crisi che è un momento davvero complicato, ma siamo abituati a mettere sempre la faccia e non girarci dall'altra parte. Chiaramente – ha assicurato - incontreremo i sindacati parlando con loro l'unica lingua che conosciamo: quella della verità».

Il fronte sindacale, intanto, guarda soprattutto alle conseguenze occupazionali. Il perimetro della società e delle attività collegate coinvolge circa 450-500 lavoratori tra dipendenti diretti, interinali e addetti delle imprese in appalto. Una platea che rende la crisi di Kyma Ambiente anche una questione sociale, oltre che finanziaria. Sul tavolo c’è poi il contratto di servizio con il Comune, in scadenza il 31 dicembre. La sua evoluzione sarà determinante per definire il futuro industriale della società e la programmazione delle attività. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi di un ricorso all’esternalizzazione, scenario che apre interrogativi sui costi del servizio e sulla Tari. Nacci ha evidenziato la necessità di reperire risorse per scongiurare il fallimento che non possono essere individuate nei conti della società e gli asset potrebbero non bastare più. Per i sindacati il tempo della richiesta di chiarimenti è ormai affiancato a quello delle decisioni.

Il prossimo passaggio sarà il confronto con il Comune, mentre l’approvazione del bilancio 2025 renderà più nitida la dimensione della crisi. In mezzo ci sono il futuro della società, centinaia di lavoratori e la continuità di un servizio essenziale che riguarda ogni giorno l’intera città.