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Analisi Milan-Lecce: la chiave tattica di Amorim. Cosa ha funzionato e perché

September 21, 2026

Il Milan batte il Lecce per 3-0 salendo a quota 11 punti in Serie A (a due punti dalla testa dal campionato). Ecco l'analisi di tutti gli aspetti della sfida di San Siro.

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1. La partita in breve

Milan-Lecce ha rispettato le attese e ha visto i rossoneri vincere e convincere contro un avversario che, va detto, non ha mai creato veri pericoli.3-0 netto e convincente, con il ritorno dal primo minuto di Pulisic, che interrompe il digiuno da gol con una rete spettacolare.
Nel secondo tempo sono poi arrivate la rete, altrettanto spettacolare per l’azione nel complesso, di Rabiot e il gol che di fatto ha chiuso la partita di un Moreira on fire, al primo gol a San Siro dopo la bella doppietta dell’Olimpico.

Analisi Milan-Lecce: la chiave tattica di Amorim. Cosa ha funzionato e perché

2. Formazioni e cambiamenti tattici

MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Modric, Rabiot, Estupiñán; Pulisic, Saelemaekers; Ramos.
Nella ripresa sono entrati prima Loftus-Cheek e Moreira per Pulisic e Saelemaekers, entrambi posizionandosi sulla linea dei trequartisti. Nuovo ruolo per Moreira, che era sempre stato schierato come esterno su entrambe le fasce.
Successivamente sono entrati Musah e Bartesaghi per Modric ed Estupiñán, con cambi ruolo per ruolo e senza modifiche tattiche.
Nel finale spazio anche per Camarda al posto di Chukwueze, con Moreira spostato sulla fascia destra e Ramos abbassato sulla trequarti, con Camarda unica punta.Interessante notare le diverse posizioni che possono ricoprire i terminali offensivi del Milan:

LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Gaspar, Siebert, Gallo; Maleh, Ilić, Coulibaly; Pierotti, Stulic, Monteiro.
A inizio ripresa Eusebio Di Francesco ha operato subito una sostituzione, togliendo lo spento Stulic e inserendo il giovane, molto interessante, Esteban.
Successivamente sono entrati Fatah, Kaba e N’Gom per Monteiro, Ilić e Maleh, mentre nel finale è uscito Pierotti per N’Dri.
La formazione di partenza era quella preventivata nella nostra analisi prepartita, ad eccezione di Siebert, schierato al posto dell’infortunato Tiago Gabriel.

3. Come ha giocato il Lecce

La squadra ospite è arrivata a San Siro senza troppe pretese.

4. Come ha giocato il Milan

I rossoneri hanno da subito preso il pallino del gioco, imponendo il proprio ritmo agli avversari e costruendo il gioco attraverso una fitta rete di passaggi.
In fase di costruzione, la squadra di Amorim impostava dal basso con un 2+1, con i due centrocampisti che si abbassavano a turno per aiutare i centrali nell’impostazione insieme a Maignan.Interessante segnalare anche la posizione di Gila che, in possesso, si allargava come una sorta di terzino destro. Pertanto, in fase di costruzione, il modulo del Milan diventava un 4-1-4-1, con Chukwueze, Rabiot, Pulisic e Saelemaekers a comporre la linea a quattro dietro a Ramos.
In fase di non possesso, invece, è importante segnalare come la punta avversaria venisse marcata principalmente da De Winter, mentre Pavlovic marcava la mezzala e Gila si occupava principalmente dell’esterno alto di sinistra.Da notare anche che il play avversario veniva marcato a uomo da Ramos, che dunque non era l’uomo più avanzato dei rossoneri in fase di non possesso. Questo compito spettava soprattutto ai trequartisti, che uscivano sui centrali avversari.

5. Dove il Lecce ha colpito

I salentini hanno prodotto davvero poco in fase offensiva, se non due conclusioni, la seconda più insidiosa, sventata dal portierone rossonero.
Le due situazioni sono nate da:

6. Dove il Milan ha fatto male

Il Milan è riuscito a sfruttare le difficoltà della squadra ospite e a colpire in diverse situazioni.
I lanci in verticale per servire il taglio di un giocatore rossonero hanno funzionato, tant’è che il vantaggio siglato da Pulisic arriva proprio da una pennellata del centrale serbo numero 31.
In generale, in diverse situazioni sono stati provati palloni alti e verticali che quasi sempre hanno trovato l’uomo libero oppure creato pericoli alla retroguardia avversaria.
Le posizioni mobili di Saelemaekers, Rabiot e Pulisic hanno fatto venire il mal di testa a Falcone e compagni: rapidi, interscambiabili e incisivi.

7. I duelli chiave: chi li ha vinti?

Nel nostro prepartita avevamo indicato come possibili duelli chiave le conclusioni del Milan contro Falcone, conclusioni che sono arrivate e sono state letali per l’estremo difensore.
Falcone non ha compiuto i miracoli che di solito mette in mostra, va detto però che sulle reti rossonere non ha molte colpe.
Avevamo inoltre indicato come l’ampiezza del gioco di Amorim contro la difesa a uomo del Lecce avrebbe potuto creare problemi, e così è stato.
Anche se i gol sono arrivati da situazioni diverse, quando il Milan ripartiva, l’esterno opposto rispetto a dove si trovava il pallone era spesso libero e veniva cercato.
Tuttavia, l’imprecisione nel passaggio o il fuorigioco in alcune azioni hanno fatto sì che questa opzione di gioco non portasse reti.
Infine, l’ultimo duello indicato riguardava l’attenzione rossonera sulle palle inattive offensive del Lecce. Situazioni che sono state, seppur poche, ben gestite dai difensori del Milan, che hanno sempre difeso con ordine e sicurezza, anticipando di testa gli avversari.

8. La chiave tattica: confermata o smentita?

La chiave tattica era chiara: sfruttare i cambi di gioco e le zone tra centrocampo e difesa degli ospiti, data la libertà d’impostazione lasciata dal Lecce, e sbloccare la partita il prima possibile per evitare forcing finali, pur facendo attenzione ai calci da fermo degli ospiti.
Possiamo dire che tutte queste situazioni sono state ben gestite dai rossoneri.
Le prime due reti, infatti, sono nate da situazioni sfruttate a proprio favore: nel primo gol la libertà d’impostazione di Pavlovic gli ha permesso di servire una palla deliziosa in verticale al compagno numero 11 americano.
Nel secondo gol, ancora Pulisic è bravo a venire incontro alla palla servita da Rabiot e a chiudere l’uno-due con il compagno, che poi, dopo l’assist di Ramos, sigla il 2-0.
Inoltre, il gol arrivato quasi subito ha permesso alla squadra di Amorim di poter giocare con più calma e meno pressione, facendo molta attenzione alle situazioni difensive e riducendo quasi a zero i pericoli per Maignan.

9. Le 3 cose da osservare: cosa abbiamo visto?

Nel prepartita avevamo indicato di osservare, in fase di impostazione degli ospiti, le posizioni avanzate dei terzini.

10. Cosa ha funzionato e cosa no per il Milan

Ad aver funzionato nel Milan sono stati soprattutto i movimenti senza palla dei terminali offensivi, che spesso hanno creato pericoli alla retroguardia ospite, i palloni verticali e la fase difensiva, che ha concesso poco al Lecce.
Nonostante il risultato netto, alcune cose non hanno funzionato, come alcuni errori tecnici e l’ingresso in campo molle di Loftus-Cheek, apparso fuori condizione.

11. Conclusione: cosa ci lascia questa partita

Il Milan vince e vola a 11 punti in campionato, rimanendo in scia di Inter, Roma e Lazio.
Vittoria convincente e di personalità, senza mai mettere in discussione il risultato. I rossoneri sono scesi in campo con l’atteggiamento giusto e fin da subito hanno imposto il proprio gioco, dettando tempi e ritmo.
Una vittoria convincente contro un avversario che avrebbe potuto creare pericoli, ma che, a conti fatti, non è mai stato realmente in partita.

(analisi a cura di Lorenzo Lancini – Occhio al Talento)