ANCONA - «Scrivo per portare a conoscenza delle istituzioni una situazione di grave disagio che sta per colpire chi, come me, sta affrontando un percorso di cura oncologica». Comincia così la lettera inviataci ieri da un paziente dell’ospedale regionale di Torrette, che ha scelto di restare anonimo. Denuncia il blocco (totale o parziale, a seconda dei reparti) delle prestazioni aggiuntive dei medici a causa del superamento del tetto di spesa imposto alle aziende della Regione Marche. Una scelta amministrativa con gravi risvolti sulla pelle dei pazienti.
La testimonianza
Racconta: «A causa del blocco delle prestazioni aggiuntive del personale, previsto dal 4 settembre (venerdì, ndr), l’operatività del macchinario Tomoterapia nella fascia mattutina sarà sospesa, costringendo a riorganizzare e posticipare i trattamenti nei turni pomeridiani». La Tomoterapia è una particolare tecnica di terapia radiologica, utile per i pazienti oncologici. Di fatto, il macchinario combina una Tac con una macchina per la radioterapia, permettendo il trattamento di tumori localizzati in organi sensibili e per i quali è necessario orientare con estrema precisione il fascio radioterapico, onde evitare il danneggiamento di parti sane e per garantire una maggiore efficacia della terapia. «Questa decisione - continua il paziente - comporta conseguenze pesantissime sul piano umano e clinico». Le elenca pure, con la sicurezza di chi le ha già vissute sulla propria pelle, magari in altre occasioni.
I nodi
«Per chi affronta terapie oncologiche quotidiane ad alta precisione, compresi i pazienti in età pediatrica, le persone lavoratrici o con difficoltà di spostamento - racconta, la fascia mattutina è fondamentale per la gestione della stanchezza, dei tempi di recupero e dell’organizzazione familiare, soprattutto per chi proviene da fuori provincia». Sul pianto prettamente sanitario, invece, questa riorganizzazione provoca «un allungamento delle liste d’attesa». Questo perché «riduce le ore di funzionamento dell’unico acceleratore per la Tomoterapia presente in tutta la Regione Marche». Il che «significa ridurre inevitabilmente il numero dei trattamenti giornalieri erogabili, costringendo altri malati ad attendere più tempo o a dover cercare strutture fuori regioni per curarsi». Un bel problema che si va ad aggiungere a quelli che quotidianamente vive chi si trova costretto a combattere la sua battaglia contro la malattia. Per chi ci scrive, «è il paradosso della sanità pubblica, perché mentre si parla continuamente di fondi per abbattere le liste d’attesa, nel presidio pubblico di riferimento poi si taglia l’operatività di una tecnologia di punta, unica nel suo genere». Oltretutto, «mortificando il lavoro di un personale eccellente e penalizzando i cittadini». La lettera si conclude con un appello: «Chiedo un intervento tempestivo delle istituzioni affinché si sblocchino le risorse necessarie per il personale e si garantisca la piena funzionalità del servizio di Tomoterapia a Torrette».