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Ancona, taglio degli straordinari all'ospedale di Torrette: a rischio un intervento chirurgico su cinque

September 2, 2026

ANCONA - La guerra degli straordinari travolge l’ospedale regionale di Torrette. L’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche avrebbe infatti comunicato ai primari di numerosi reparti (dalla Chirurgia alla Radiologia e all’Anestesia) il taglio - totale, o parziale nel caso del Salesi - delle prestazioni aggiuntive da venerdì. Parliamo di tutte quelle ore che il personale medico svolge in aggiunta al proprio contratto, necessarie per coprire le croniche carenze d’organico di cui soffre la sanità marchigiana.

 Le motivazioni

Una scelta dettata da ragioni prettamente economiche, ma che rischia di avere un forte impatto sulla qualità dell’offerta di quello che per anni è stato ritenuto il miglior ospedale pubblico d’Italia. In ambito chirurgico, ad esempio, l’Azienda avrebbe ventilato la possibilità che da ottobre non si torni al normale orario di lavoro, quello in vigore fino all’ingresso della riduzione estiva (tra giugno e agosto, ora pure settembre) necessaria a garantire gli slot per le ferie del personale. Nel concreto, il rischio è quello di un taglio del 20% delle prestazioni, ovvero di una operazione su cinque. Tant’è che i chirurghi di Torrette sono da giorni sul piede di guerra, anche se formalmente non è arrivata ancora alcuna comunicazione ufficiale dall’Azienda. Domani è previsto un incontro in ospedale tra i medici ed i vertici dell’Aoum, con l’obiettivo di dirimere questo nodo. Alla base di questi tagli draconiani c’è un concetto chiave della Sanità pubblica, che i direttori generali conoscono molto bene: il tetto di spesa. È il limite, fissato nazionalmente, che stabilisce la somma massima che ciascuna azienda sanitaria può spendere per coprire le carenze di personale medico o il recupero delle liste d’attesa con prestazioni aggiuntive dei medici. Nel caso dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, che conta oltre al presidio di Torrette anche quello materno-infantile del Salesi, parliamo di una cifra annua pari a 3,4 milioni di euro. Somma chiaramente insufficiente, dato che puntualmente si finisce per sforare. Ad esempio, nel 2024 l’Aoum ha speso ben 6,1 milioni di euro, ovvero oltre 2 milioni in più di quanto previsto.

L’aggiornamento

Nel 2025, invece, secondo i dati più aggiornati, il costo delle prestazioni aggiuntive sarebbe stato di 4,4 milioni di euro. Ma se nel 2025 questo sforamento si era avuto tra settembre e ottobre, quest’anno siamo in anticipo di quasi un mese. La colpa è condivisa tra politica e dirigenza. Il tetto di spesa per le prestazioni aggiuntive viene infatti fissato sulla base della spesa sostenuta nel 2021, con la possibilità per le Regioni di intervenire aumentando la disponibilità economica qualora sia necessario ricorrere agli straordinari dei medici per far fronte all’abbattimento delle liste d’attesa. Peccato che questi incrementi siano spesso irrisori. Sul 2025, ad esempio, all’Aoum sono riconosciuti appena 400mila euro in più. Anche grazie alle massicce campagne di riduzione delle liste d’attesa volute dalla Regione Marche, che si è spesa molto per arrivare all’apertura domenicale di ospedali e ambulatori per gli esami. Oltretutto, da alcuni anni, il corrispettivo orario per i medici è passato da 60 a 80 euro. Ma non sono queste le uniche novità che stanno creando scompiglio in quel di via Conca. Ad esempio, una comunicazione interna informa del cambio di regime lavorativo domenicale. In pratica, il lavoro domenicale sarà pagato come qualsiasi altro giorno della settimana, garantendo però un recupero delle ore domenicali lavorate entro i 15 giorni successivi. Per non parlare delle nuove norme sui premi produttività, che alza il monte ore necessario al raggiungimento dei bonus.