Andora. In conclusione della seduta del consiglio comunale di Andora di ieri sera, venerdì 31 luglio 2026, il sindaco Mauro Demichelis ha fatto alcune comunicazioni ai cittadini, intervenendo anche sulla questione della raccolta firme promossa per salvare la pineta dell’ex Ariston e annunciando la sua disponibilità a firmarla. Cosa effettivamente avvenuta questa mattina, incontrando la consigliera di Minoranza Patrizia Lanfredi.
“Per rispetto a tutti i cittadini, deve essere chiaro che purtroppo la mia firma probabilmente non servirà a cambiare il corso delle cose – ha detto in consiglio il primo cittadino – Ci piacerebbe fosse possibile salvarla. Come ho ampiamente spiegato in Consiglio comunale e come hanno chiarito le carte, la pineta non è tutelata da alcun vincolo paesaggistico. Per la legge è un giardino privato, in un’area la cui edificabilità è stabilita e autorizzata da strumenti urbanistici vigenti da oltre trent’anni. I privati proprietari sono regolarmente autorizzati da tutti gli Enti a cominciare da Regione Liguria e Soprintendenza in base alle norme. Hanno fatto investimenti economici che nessuna amministrazione di queste dimensioni potrebbe sostenere senza essere contestata dalla Corte dei Conti. Questa mia firma dichiara condivisione della tutela del verde e che da questo intervento edilizio vogliamo e dobbiamo ottenere quanto più possibile in favore di Andora, in opere, decoro e verde davvero a disposizione dei cittadini. Questa Amministrazione, ha ridotto le cubature edificabili nell’area e chiesto ai privati di sostenere le spese per piantumare un polmone verde in un’altra zona di Andora”.
Gli strumenti urbanistici vigenti da più di 30 anni, approvati nel 1978 e 1990, consentono l’edificabilità dell’area e i vincoli esistenti non riguardano la pineta. Il Piano Urbanistico Operativo adottato nel 2013, prevedeva la trasformazione urbanistica dell’area con superfici edificabili complessivamente superiori rispetto a quelle autorizzate oggi e anche l’abbattimento della pineta.
“Non vi sono dati oggettivi in base ai quali far ricadere su questa Amministrazione la responsabilità tecnica o morale dell’abbattimento delle piante – ha concluso Demichelis – In tre mandati, non abbiamo mai tagliato un albero se non dietro precisa disposizione di sicurezza emessa da tecnici specializzati. Il solo verde recuperato con la sola rigenerazione di Borgo Castello, con il recupero degli uliveti, dell’orto del muto e del parco agricolo esperenziale, è probabilmente maggiore del verde realizzato dalle ultime 5 o 6 Amministrazioni. Inoltre, l’Amministrazione in carica, ad oggi, non ha autorizzato la costruzione di alcun nuovo palazzo se non in conseguenza di progetti già esistenti prima del suo insediamento”.