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Andrea Moretti, morto al Colosseo: il mestiere del rocciatore come il padre, rimasto invalido dopo un infortunio

September 23, 2026

C'è un mestiere che si vede soprattutto quando chi lo fa è sospeso nel vuoto. È quello del rocciatore, l'operaio specializzato nei lavori in quota e nell'accesso su fune. Un lavoro che richiede esperienza, preparazione tecnica e familiarità con corde, sistemi di ancoraggio e attrezzature di sicurezza. Andrea Moretti aveva 22 anni ed era uno di loro. Originario di Tottea, frazione di Crognaleto, nel Teramano, era arrivato al Colosseo per lavorare all'installazione del nuovo impianto di illuminazione dell'Anfiteatro Flavio, un intervento strairdinario che rientra nel maxi-finanziamento da parte della Tod's e Diego Della Valle come mecenate. L'incidente nello specifico è avvenuto negli spazi interni del cosiddetto secondo ordine del Colosseo che corrisponde al primo piano del monumento. Nella notte è precipitato da un'altezza di circa dieci metri ed è morto nonostante i tentativi di rianimazione del personale del 118. Il Ministero della Cultura lo ha indicato come «operaio specializzato per lavori in fune in quota». Una definizione che racconta molto della sua professione. Ma non tutto. 

Un mestiere da specialisti

Il rocciatore che lavora nei cantieri non è semplicemente un operaio abituato alle altezze. È una figura chiamata a intervenire quando il luogo di lavoro è difficile da raggiungere con i sistemi tradizionali: pareti, strutture verticali, monumenti, infrastrutture. Si lavora con le funi, ci si posiziona in quota e si raggiungono punti nei quali devono essere eseguiti interventi di manutenzione, installazione o messa in sicurezza. Una specializzazione che, secondo quanto riferito da chi conosce il settore, è particolarmente ricercata nei cantieri e non è semplice da reperire. A 22 anni Moretti era già considerato un operaio esperto.

Una professionalità che aveva scelto anche guardando alla storia della sua famiglia.

Le orme del padre

Prima di Andrea, quel mestiere lo aveva fatto suo padre. Poi, anni fa, un infortunio sul lavoro ne aveva cambiato per sempre la vita: l'uomo era rimasto invalido e aveva dovuto lasciare l'attività. Andrea aveva invece deciso di seguire quella strada. Una scelta professionale che lo aveva portato lontano dall'Abruzzo e, nella notte tra martedì e mercoledì, dentro uno dei monumenti più conosciuti al mondo.

La notizia della sua morte ha raggiunto rapidamente Tottea, dove il giovane era conosciuto anche per la passione per i cavalli e per il legame con il paese. Il suo percorso viene ora ricordato insieme a quello del padre, in una storia familiare nella quale il lavoro in quota aveva rappresentato prima una professione e poi una ferita.

La caduta al Colosseo

L'incidente è avvenuto intorno alla mezzanotte e mezza nel settore del secondo ordine del Colosseo. Moretti era impegnato nei lavori per la nuova illuminazione quando, per cause ancora da chiarire, è precipitato da circa dieci metri. I soccorritori hanno tentato di rianimarlo, senza riuscire a salvarlo. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia Roma Centro e del Nucleo investigativo, il medico legale, il pubblico ministero di turno, gli ispettori del lavoro e il personale della Spresal dell'Asl.

La Procura di Roma ha aperto un'indagine e gli accertamenti dovranno ricostruire la dinamica dell'incidente e verificare le condizioni di sicurezza del cantiere. Al momento non ci sono conclusioni sulle cause della caduta.  Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, a quanto si apprende, ha ordinato, fin da questa notte, l'interruzione di ogni lavoro al Colosseo fino a nuova disposizione. E l'intero sito è stato chiuso. 

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