Saranno l'ex fuoriclasse della
pallavolo Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli, nuovamente insieme,
ad aprire il cartellone del Teatro delle Spiagge, presentato
oggi a Firenze. 'Rever. Sognare al rovescio' il titolo della
nuova stagione, Rever, sognare in francese, ma anche il risvolto
di giacche e camicie.
"E' l'idea che venire a teatro sia davvero una possibilità di
sognare di nuovo, anche in modo rovesciato rispetto a quello che
siamo abituati disgraziatamente a fare adesso, scrollando coi
nostri cellulari in una solitudine triste", afferma Visibelli
del Teatro d'imbarco e direttrice artistica insieme a Nicola
Zavagli e Cristian Palmi. "Rever - aggiunge - si compone inoltre
nelle sue iniziali di tre parole: relazione, verità e
resistenza. Noi crediamo che il teatro sia questo".
Primo appuntamento venerdì 16 con 'La magnifica imperfezione.
Giro del mondo su una palla in volo', scritto e diretto da
Nicola Zavagli, interpretato da Zorzi e Visibelli, in replica
sabato e domenica. Due i fili conduttori della stagione:
resistenza tra cronaca e memoria da un lato, vite ai margini e
fragilità del presente dall'altro. Del primo fanno parte, ad
esempio, 'Poveri noi' (30 ottobre) vincitore del Premio
Matteotti e 'Il paese nelle mani' (21 marzo) che ripercorre le
stragi di mafia del 1992-1993. Del secondo filone, tra gli
altri, 'Tempo orfano' (3 dicembre) che racconta alla storia di
Adam, arrivato in Italia dopo la guerra in Libia e 'L'imperativo
categorico' (28 gennaio), prima volta in italiano per il testo
omonimo di Victoria Szpunberg. Tra i classici, 'Dottor Cechov il
cuore come va?' (24 e 25 ottobre) e il nuovo allestimento de 'La
mite' da Dostoevskij (25-27 novembre). Da segnalare l'omaggio
'Le canzoni del sig. Dario Fo' (20 novembre) nel centenario
della nascita del premio Nobel.
"Il Teatro delle Spiagge fa da tanti anni un lavoro di grande
appartenenza al territorio, però con anche una grande visione -
commenta l'assessore comunale alla cultura Giovanni Bettarini -.
Un teatro di questa natura crea cittadinanza". "Questa -
conferma la vicepresidente di Fondazione Cr Firenze Maria Oliva
Scaramuzzi - è un'esperienza particolarmente significativa nel
panorama culturale fiorentino: un vero presidio in un'area
periferica della città".
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