Non c'è soltanto il primo posto nel medagliere, non c'è soltanto una lista di imprese che l'atletica italiana continua a offrire. Grazie ad Andy Diaz arriva pure la storia. L'ottavo oro azzurro agli Europei di Birmingham, nella sesta serata in un Alexander Stadium ancora pieno e versione frigorifero, porta con sé il primo salto triplo oltre i 18 metri di un italiano. Quel limite sognato da Giuseppe Gentile in poi può finalmente cadere nell'anno 2026, con il trentenne venuto da Cuba e diventato italiano grazie al suo tecnico e amico fraterno Fabrizio Donato, cinquant'anni compiuti ieri. Andy, che vive e si allena a Castelporziano, salta 18,15 (+1,7), quarta misura di sempre nella storia. Peraltro succede tutto proprio nella città in cui i lui e il suo coach si conobbero nel 2018, in occasione dei Mondiali indoor. C'è qualcos'altro per rendere ancor più straordinaria questa storia? Sì, c'è anche il bronzo del vicecampione del mondo Andrea Dallavalle, con 17,37.
Sfida a distanza
Il portoghese Pedro Pichardo è l'avversario più temuto da Andy Diaz e ne dimostra il motivo debuttando in 17,76 (+0,8).
L'azzurro risponde sì con un nullo, ma intorno ai 18 metri. Andrea Dallavalle esordisce invece con un ottima uscita da 17,37 (+0,9). La gara di Simone Biasutti dura invece un terzo di salto: all'hop avverte uno stiramento e deve fermarsi. Il miracolo spunta fuori con il secondo turno di salti: Andy prende una rincorsa perfetta, stacca a 12,3 cm dal nullo ed è boato dal pubblico. Il tabellone segna infatti 18,15, miglior misura stagionale al mondo e record italiano ritoccando il suo 17,87 stabilito recentemente agli Assoluti di Firenze e diventando il quarto triplista di sempre al mondo. In tribuna, il primo a esultare è proprio Donato. Il terzo è un 17,78 ventoso (+2,4). Pichardo rinuncia al quarto e al quinto, Andy solo al quarto e fa nullo al successivo. Pichardo rinuncia anche all'ultimo e si accontenta dell'argento con quel 17,76, Andy fa nullo e scuote il capo. Voleva il record del mondo. Primo comandamento di Diaz: mai accontentarsi.
Staffette
Quarta la 4x100 azzurra femminile di Zaynab Dosso, Gloria Hooper, Dalia Kaddari e Alessia Pavese (43"21), sotto a un podio con Gran Bretagna (42,05, terzo oro per Amy Hunt), Svizzera (43"12)e Polonia (43"15). Al suo ritorno sui 10.000 è quarto anche Yeman Crippa, dietro allo svedese Andreas Almgren (27'23"44, record dei campionati), allo svizzero Dominic Lokinyomo Lobalu (27'42"67) e al francese Jemmy Gressier (28'07"90), col quale l'azzurro ingaggia una bella battaglia. Record dei campionato per il tedesco Julian Weber, che spedisce il giavellotto a 90,40.
Drammatico l'arrivo della 4x100 maschile azzurra composta da Eric Marek, Fausto Desalu già bronzo sui 200, Lorenzo Patta e Samuele Ceccarelli: ancora in corsa per una medaglia ai 60 metri, Samuele Ceccarelli avverte un problema muscolare, smanaccia e il testimone, entrato a contatto con l'ultimo frazionista olandese, cade. Vincono i britannici in 38"45, seguiti da tedeschi (38"64) e belgi (38"70). Ma i successi dei padroni di casa non scalzano l'Italia dalla vetta del medagliere: otto ori, quattro argenti e cinque bronzi contro sei ori, cinque argenti e un bronzo.
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