Ha finto di essere un “apprendista carabiniere”, ha rischiato di diventare un assassino a sangue freddo. Inviato sul posto per verificare e catalogare l’oro di famiglia in seguito a un’inesistente rapina in gioielleria, ha conquistato la fiducia della vittima designata. L’anziana donna, notato il tesserino da carabiniere che aveva al collo, non ha esitato ad aprirgli.
Ma quando ha provato a proteggere i ricordi di una vita, la violenza cieca ha preso il sopravvento. Prima uno strattone al braccio sinistro, infine un colpo devastante alla nuca che l'ha fatta crollare a terra prima di perdere conoscenza. Un blitz senza scrupoli, consumato tra le mura domestiche di via Battistello Caracciolo, all’Arenella, concluso con un blitz tra i vicoli e l'emissione di un decreto di fermo che segna la prima svolta investigativa. In manette finisce un diciassettenne dei Quartieri Spagnoli, già nel mirino delle forze dell’ordine e di recente controllato insieme ad alcuni emergenti ras del clan Mazzarella.
Truffa del finto carabiniere a Napoli, anziana massacrata di botte: sei costole rotte e trauma cranico
Il pestaggio
La triste vicenda risale all’11 settembre scorso. La vittima, Costanza Calabrese, si trovava da sola in casa. Sul telefono fisso dell'abitazione arriva la chiamata di un uomo che, spacciandosi per un militare dell'Arma, rappresenta alla donna il rischio che avesse in casa dei monili rubati, motivo per il quale si sarebbe reso necessario un accertamento visivo. Pochi minuti più tardi si presenta alla porta il giovane Giuseppe M. che, esibendo un tesserino contraffatto, si qualifica come “apprendista carabiniere”. Il piano entra quindi nel vivo. Mentre il complice mantiene l’anziana al telefono, il diciassettenne rovista in casa e preleva dei bracciali in oro, una medaglia al merito del lavoro, tre medagliette, un orologio di pregio e 800 euro. All’immprovviso, però, qualcosa va storto. L’anziana si accorge dell’inganno, molla la cornetta. L’aggressione è fulminea, con il colpo alla nuca che le fa subito perdere i sensi. Prima di dileguarsi, il baby rapinatore spezza in due il cellulare della donna per impedirle, qualora avesse ripreso subito conoscenza, di chiedere aiuto, arrivando poi ad avvisare la nipote della vittima con un'ulteriore chiamata simulata per sviare le indagini.
La svolta-lampo
L’accelerazione nelle indagini condotte dalla Squadra mobile guidata dal primo dirigente Mario Grassia non si è fatta attendere. A innescare lo sprint l’analisi incrociata dei filmati di videosorveglianza del condominio dell'Arenella e il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima ancora ricoverata per un trauma cranico, la frattura di tre costole e una prognosi di 38 giorni. Il giovanissimo Giuseppe M. non era tra l’altro nuovo a sortite del genere: appena il 28 agosto scorso era stato denunciato per un’altra truffa. Un profilo di elevata pericolosità sociale, ribadito dai legami con alcuni esponenti della cosca dei Mazzarella. Da qui la decisione del pm di emettere il fermo d’urgenza e disporre il trasferimento nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Toccherà ora al suo legale, il penalista Francesco Buonaiuto, provare ad aprire una breccia in un quadro indiziario rivelatosi fin qui granitico. Fari puntati sull’identità del telefonista e degli altri complici.