PADOVA - Sembrava un incidente di poco conto, con un anziano finito a terra dopo essere stato colpito in retromarcia da una Fiat Panda condotta da una donna E.T. 43 anni residente in provincia di Venezia. La vittima, Luciano Gnocchi, 84 anni di Padova, soccorso e portato in ospedale, nonostante non apparisse in gravi condizioni, è morto dopo alcune ore.
La ricostruzione
L'investimento è avvenuto giovedì mattina (17 settembre) pochi minuti prima delle 9 in via Carducci a cavallo tra Prato della Valle e il Bassanello. A quell'ora stava piovendo in maniera copiosa. L’anziano si sarebbe trovato sulla traiettoria dell'utilitaria che stava compiendo una manovra. Versione questa che ora dovrà essere studiata nei minimi dettagli dagli inquirenti.
È bastato un attimo e il pedone si è ritrovato a terra. Un impatto piuttosto importante visto che il lunotto posteriore dell'utilitaria è rimasto seriamente danneggiato. La stessa automobilista, scesa prontamente dall'auto, ha realizzato ciò che era capitato e ha prontamente chiamato i soccorsi. Nel frattempo, in attesa dell'ambulanza, è rimasta vicino al ferito che è sembrato comunque lucido seppur dolorante.
È arrivato un mezzo del Suem 118 che ha prestato le prime cure al paziente, poi l'ha trasportato al vicino ospedale. In un primo momento le sue condizioni non sono apparse gravi. L'uomo non avrebbe mai perso coscienza. Nel frattempo è stato sottoposto a tutti gli accertamenti clinici del caso. Sta di fatto che nel corso della giornata, il quadro clinico è precipitato e nella tarda serata di giovedì è sopraggiunto il decesso nonostante il personale sanitario abbia fatto l'impossibile per salvarlo. I rilievi del tragico schianto sono stati effettuati dalla squadra incidenti della polizia locale. Nell'immediatezza dei fatti, come da prassi, l'investitrice è stata sottoposta ad accertamenti clinici per valutarne lo stato psicofisico al momento dell'impatto, che avrebbero dato esito negativo.
Le indagini
È ora tutto da chiarire cosa abbia portato alla morte di Luciano Gnocchi. Dai primi riscontri si ipotizza che nel violento urto possa aver battuto la testa con conseguente emorragia cerebrale che di fatto non gli avrebbe dato scampo. Alla luce del tragico epilogo, tuttavia, rimangono aperte tutte le ipotesi.
La zona dove è avvenuto lo scontro non è coperta da videosorveglianza e all'ora dei fatti, non ci sarebbero stati testimoni in grado di fornire una ricostruzione esaustiva dei fatti alla squadra incidenti della polizia locale. Dettagli questi che per ovvi motivi rendono più problematico lo sviluppo dell'attività investigativa. Alla luce dell'incidente, in un primo momento non si è reso necessario il sequestro del mezzo.
Il paziente sarebbe stato trasportato in ospedale in codice "giallo". Tuttavia non appena il pubblico ministero di turno Sergio Dini nella tarda serata di giovedì è stato messo al corrente dell'epilogo nefasto, è stata prontamente rintracciata nella zona di Piove di Sacco la proprietaria del mezzo e si è proceduto al contestuale sequestro.
L’accusa
Uno choc enorme per la donna che non è riuscita a darsi pace per quanto è potuto capitare. La 43enne, che fin da subito si è messa a disposizione, chiamando i soccorsi e raccontando la sua versione dei fatti agli agenti della polizia locale, verrà iscritta sul registro degli indagati con l'accusa di omicidio stradale colposo. Resta da capire se la salma verrà affidata ai familiari per le esequie oppure, per fugare qualsiasi dubbio sulle cause del decesso venga richiesto un supplemento di indagine e il conseguente esame autoptico. Da quanto si è appreso la vittima abitava non distante dal luogo dell'investimento. Cosa sia accaduto negli istanti che hanno preceduto il tragico impatto dovrà emergere dall'attività della polizia locale con il supporto delle dichiarazioni rilasciate dall'investitrice.