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Appalti truccati: il fatto non sussiste, tutti assolti  - L'Unione Sarda.it

July 22, 2026

Il caso.

23 luglio 2026 alle 00:47

Cadono le ipotesi di gare pilotate al Dipartimento di medicina militare e in Questura 

«Il fatto non sussiste». Così il presidente del collegio della Seconda sezione penale del Tribunale, Giorgio Cannas, ha fatto cadere le accuse nei confronti degli imputati coinvolti del filone cagliaritano dell’inchiesta “Sindacopoli”. Coinvolti, in questa vicenda, c’erano un dipendente della Questura e un ufficiale dell'Esercito che, secondo l’accusa, avrebbero conosciuto in anticipo il numero dei partecipanti e le relative offerte per gli appalti banditi dalle due amministrazioni, girando le informazioni (riservate) ad amici impresari che consentivano così l’aggiudicazione pilitata di gare con un ribasso inferiore al previsto. Il tutto in cambio di forniture sportive per la squadra di calcio nella quale giocava il figlio di uno dei due dirigenti.

Le assoluzioni

Terminato il processo sono così cadute le imputazioni nei confronti di Fabrizio Mereu (difeso di fiducia dall’avvocato Valerio Fundarò), Marco Gaviani (assistito dalla legale Maria Lusia Vernier), Gian Luigi Falqui (difeso da Marcello Manca), ma anche Alessandro Pillolla (assistito dalla legale Rossana Palmas), Venuti Salvatore (difeso da Giuseppe Ledda e Claudia Cannavera), Putzu Antoniano (assistita da Fabio Pili e Luigi Porcella), Roberto Campus (difeso da Alessio Allena e Francesco Caria), Zedda Roberto (assistito da Francesco Caria) e Enrico Marci (difeso dall’avvocato Antonio Gaia). L’inchiesta della Procura riguardava episodi di presunte turbative d’asta e induzione indebita legati ad appalti pubblici del Dipartimento Militare di Medicina Legale e della Questura, ma anche del Comune di Ortacesus. Al centro della vicenda c’era Fabrizio Mereu, all'epoca dei fatti sindaco di Ortacesus, arrestato il 29 ottobre 2019, accusato di essersi sostituito al responsabile del servizio tecnico comunale, Roberto Zedda, per pilotare l'assegnazione di una serie di appalti su lavori pubblici.

Dipartimento Militare

Il blocco di indagini che aveva fatto più discutere aveva coinvolto Salvatore Venuti, tenente colonnello del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Cagliari. Con Antoniano Puzzu, della ditta El.Co.Sarda, erano sospettati di aver turbato la gara per l'illuminazione del chiostro della struttura, con Venuti che avrebbe comunicato a Putzu informazioni riservate sulla gara. Sempre il militare, con Roberto Campus (persona di fiducia della Imperial Costruzioni) e Roberto Zedda (legale rappresentante della stessa società), era accusato di aver pilotato l'affidamento dei lavori di manutenzione dei locali dell'ex cucina, invitando esplicitamente Campus a presentare un’offerta di poco inferiore a 40.000 euro per rientrare nella procedura "sotto soglia", e adoperandosi per prorogare i termini a favore dell'impresa. In realtà nel dibattimento è emerso che Venuti chiamò in realtà le imprese solo per insistere affinché facessero il lavoro urgente che nessuna altra avrebbe voluto fare per prezzi così bassi e con modalità di pagamento assolutamente non accettabili.

Il filone Questura

L’altro filone d’inchiesta riguardava Enrico Marci, operatore tecnico dell'ufficio tecnico logistico della Questura di Cagliari, e ancora Antoniano Putzu: per la Procura avrebbero turbato la gara per la manutenzione straordinaria e la messa a norma della cabina di media tensione, per un importo di circa 30mila euro, mentre c’era anche un’ipotesi di induzione indebita per la promessa di una sponsorizzazione della squadra di calcio dell'A.S.D. Selargius, squadra in cui militava il figlio di Marci. Terminato il dibattimento tutti e nove gli imputati che erano andati a giudizio nell’ambito del filone cagliaritano dell’inchiesta “Sindacopoli” sono stati assolti perché il fatto non sussiste.

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