Elephants

ARPA Sicilia, Badagliacca (Cisal): "appello alla politica, entro il 31 dicembre vanno assunti i 90 precari“

September 19, 2026

Il segretario regionale della Cisal lancia un appello all’Assemblea regionale siciliana: «Serve un intervento urgente e trasversale per garantire la stabilizzazione dei lavoratori e la tutela ambientale dei cittadini».

ARPA Sicilia si trova a operare con un organico fortemente ridotto e con una grave carenza di figure tecniche. Al centro della vertenza ci sono circa 90 lavoratori specializzati, assunti a tempo determinato attraverso una procedura concorsuale, che il sindacato CSA-Cisal chiede di stabilizzare.

Secondo Giuseppe Badagliacca, segretario regionale della Cisal, senza queste professionalità l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente rischierebbe di non riuscire più a garantire attività essenziali come il monitoraggio della qualità dell’aria e il controllo delle acque superficiali e sotterranee.

Segretario Badagliacca, qual è oggi la situazione del personale di ARPA Sicilia?

«ARPA Sicilia oggi si trova con appena il 30% dei dipendenti in servizio rispetto alla dotazione organica prevista. Tra il personale presente, inoltre, la grande maggioranza è costituita da amministrativi, mentre sono pochi i tecnici.

Ci troviamo quindi davanti a una carenza molto seria, soprattutto considerando la natura delle funzioni che l’Agenzia deve svolgere su tutto il territorio regionale».

Perché chiedete la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato?

«Oggi è più che mai necessario stabilizzare le 90 persone con profilo tecnico che prestano servizio presso ARPA Sicilia. Si tratta di lavoratori reclutati attraverso un concorso pubblico a tempo determinato.

Parliamo di ingegneri, biologi e di altre figure altamente specializzate delle quali l’Agenzia ha assoluta necessità. Non sono professionalità accessorie, ma lavoratori indispensabili per assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali di ARPA».

Che cosa dovrebbe fare l’Assemblea regionale siciliana?

«L’Assemblea regionale dovrebbe approvare un emendamento che garantisca la copertura finanziaria necessaria alla stabilizzazione. Si parla di una somma di circa cinque milioni di euro.

È necessaria anche una deroga ai limiti assunzionali, in modo da consentire l’assunzione definitiva di queste persone. Senza questi interventi, ARPA Sicilia rischia concretamente di non riuscire più a svolgere le proprie funzioni».

Il rischio di una paralisi dell’Agenzia è reale?

«Il rischio è concreto. Prima dell’assunzione di questi lavoratori a tempo determinato, ARPA non riusciva a garantire adeguatamente il monitoraggio dei corpi idrici, che rappresenta una delle sue funzioni fondamentali.

La carenza di personale ha già determinato forti difficoltà nello svolgimento dei compiti affidati all’Agenzia. Per questo chiediamo un intervento urgente da parte della politica regionale».

Quali attività potrebbero essere compromesse?

«Senza queste 90 persone, ARPA Sicilia non può assicurare pienamente funzioni fondamentali ed essenziali: il controllo della qualità dell’aria, il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee e, più in generale, tutti i controlli ambientali che l’Agenzia è obbligata a effettuare in base alla normativa vigente.

Sono attività che riguardano direttamente la salute dei cittadini e la tutela del territorio siciliano».

Il vostro è quindi un appello rivolto a tutte le forze politiche?

«Assolutamente sì. Chiediamo un intervento dell’intera politica regionale, senza distinzioni di appartenenza. La questione deve essere affrontata in maniera trasversale, perché riguarda sia il futuro dei lavoratori sia il funzionamento di un’Agenzia fondamentale per la Sicilia.

Il nostro appello è rivolto a tutti i 70 deputati dell’Assemblea regionale siciliana: devono farsi carico del problema e sostenere l’emendamento necessario per finanziare le assunzioni».

Qual è, in conclusione, la richiesta del CSA-Cisal?

«La richiesta è chiara: rendere possibile la stabilizzazione di queste 90 persone. È una misura indispensabile non soltanto per tutelare lavoratori qualificati, ma anche per garantire la salute dei cittadini e il buon funzionamento dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.

Senza queste professionalità, ARPA Sicilia non sarebbe nelle condizioni di svolgere pienamente i controlli ambientali che la legge le affida. La Regione deve intervenire prima che sia troppo tardi».