C'è un arresto per tentato
omicidio per la brutale aggressione a colpi di machete a un
commesso fuori da un negozio di Livorno, fatto avvenuto dieci
giorni fa. La polizia di Stato ha eseguito una custodia
cautelare in carcere a carico di un 31enne nordafricano.
All'atto dell'arresto, gli investigatori hanno ritrovato nella
sua abitazione i vestiti indossati al momento dei fatti, e il
machete con lama di 51,5 cm, compatibile con quello usato per
colpire la vittima, provocandogli la frattura di tibia e perone
destro. Decisivo il riconoscimento dell'aggressore
dall'abbigliamento e pure da un tatuaggio, elementi che hanno
permesso di ricostruire i suoi movimenti grazie al circuito di
videosorveglianza.
L'aggressione avvenne ai danni del 42enne della Tunisia la
notte fra domenica 13 settembre e lunedì 14 settembre,
all'uscita del negozio in cui lavorava, un market nel centro.
Vedendo il 31enne già sotto effetto di sostanze alcooliche, si
era rifiutato di vendergli una bottiglia di birra e questo
sarebbe stato il motivo dell'attacco.
La vittima era stata ritrovata dal personale delle Volanti
della questura e da operatori del 118 riversa al suolo in
gravissime condizioni fisiche, sanguinante dalla testa e dalla
gamba destra.
Indagini-lampo condotte dalla squadra mobile, con il
coordinamento della procura, hanno permesso di identificare il
presunto autore del tentato omicidio. Decisive al riguardo,
spiegano dalla questura, le dichiarazioni di testimoni che hanno
ripreso i momenti successivi all'aggressione in cui si vede
l'immagine di un uomo che si allontana.
Dalle immagini si nota come l'uomo dopo essersi in un primo
momento allontanato dal luogo dell'aggressione, sia ritornato
sui suoi passi, per poi darsi alla fuga in direzione stazione.
Circostanze confermate poi alla stessa polizia dalla vittima,
una volta uscita dallo stato di shock e pericolo di vita.
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