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- Arrivano gli alloggi per i medici: così la Provincia di Sondrio combatte le fughe dei sanitari
L’iniziativa realizzata grazie ai “fondi delle dighe”. Dal Comune altri appartamenti anche per insegnanti e forze dell’ordine

La presentazione dell’iniziativa con il presidente della Provincia Davide Menegola il sindaco Marco Scaramellini l’assessore regionale Massimo Sertori e il direttore generale dell’Asst Valtellina Alto Lario Ida Ramponi

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Sondrio, 24 ottobre 2026 – Quattro alloggi in uno stabile di via Mazzini, di fronte al Tribunale, per un totale di 8 posti letto, per i quali l’affitto non supererà i 250 euro mensili. Non risolve il problema-casa di tutto il personale sanitario (in particolare per i medici del Niguarda, la cui Asst è convenzionata con quella locale) ma è comunque “un tassello” così l’ha definito Davide Menegola, presidente della Provincia: “Fa parte di un cammino che il nostro territorio, ciascuno per le proprie competenze, cerca di mettere a terra a favore dei cittadini. Potenziare i servizi significa potenziare l’attrattività del territorio”.

La presentazione dell’iniziativa con il presidente della Provincia Davide Menegola, il sindaco Marco Scaramellini, l’assessore regionale Massimo Sertori e il direttore generale dell’Asst Valtellina Alto Lario Ida Ramponi
L’accordo con la Regione
L’operazione è stata realizzata grazie ai “fondi delle dighe“, nell’ambito dell’Accordo quadro di sviluppo territoriale con Regione Lombardia e la “consegna virtuale“ - in realtà gli appartamenti sono già occupati - è avvenuta ieri a Palazzo Muzio, sede dell’amministrazione provinciale proprietaria degli alloggi ristrutturati (l’intervento è costato circa 350mila euro) e messi a disposizione di Asst, che ha invece provveduto agli arredi.
Soldi delle dighe
"L’accordo con il Niguarda l’abbiamo fortemente voluto e ha scongiurato la chiusura di almeno otto reparti tra Sondalo e Sondrio – ha sottolineato l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori –: è evidente che bisogna dargli anche supporto, dunque ben venga l’utilizzo di questi “soldi delle dighe“, risorse che molto spesso i valtellinesi danno per scontate, ma che sono quelle, conquistate con tenacia, determinazione e una battaglia storica, che fanno la differenza in tanti campi della vita delle nostre comunità e la devono fare anche in campo sanitario, dove l’attrattività dei nostri presidi risente molto della concorrenza della Svizzera”.
"Integrazione virtuosa”
Ida Ramponi, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario, ha voluto ribadire che quello con il Niguarda è un rapporto di "contaminazione di competenze”: non coperture di turni o lavoro “che noi non riusciamo a fare”, ma “l’integrazione di gruppi di professionisti medici e infermieri che lavorano insieme, in modo da garantire ai cittadini della Valtellina la stessa qualità e lo stesso livello di efficienza che avrebbero se vivessero in un’area metropolitana. Il nostro è un modello che la Regione Lombardia vorrebbe “clonare“ in altre realtà lombarde”.
L’intervento del Comune
Sulla questione alloggi, la collaborazione tra istituzioni prevede anche l’intervento del Comune capoluogo. Sul piatto, ha specificato il sindaco Marco Scaramellini, per il personale sanitario, ma anche per insegnanti e forze dell’ordine, diversi alloggi in via di completamento tra l’ex Enel, "per i quali a breve verranno stilati precisi regolamenti di assegnazione”, il Monte Salute e un intero piano della Casa di Riposo Città di Sondrio.
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