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Arte, logistica e benessere: Mantova, l’ex bella addormentata “cresce e attrae giovani”

September 13, 2026

Mantova – Una città circondata dai laghi. E dai luoghi comuni. Qualcuno vero: “Mantova? Bella Mantova” è una specie di ritornello che i mantovani si sentono ripetere ovunque vadano. Seguito dal corollario, verissimo, di quanto sia mal collegata. Qualche altro, come la “bella addormentata” ex capitale del Rinascimento, pare francamente superato. Partiamo dall’ultimo segnale, quello demografico. Le recentissime statistiche dell’Istat sui 106 capoluoghi italiani affermano che Mantova è in testa alla classifica dei virtuosi. Un risultato che consente all’ex sindaco Mattia Palazzi di affermare: “Sono dati di cui sono orgoglioso, che rappresentano un investimento prezioso anche per il futuro. Analizzati i residenti persi o guadagnati dai capoluoghi nel triennio 2023/2025, Mantova è il primo dei migliori con un saldo positivo di +1.043 residenti (21,36 nuovi residenti da altri Comuni ogni mille abitanti). I nuovi arrivati sono in grande parte giovani che si stanno costruendo qui il proprio progetto di vita. Siamo tra le prime cinque città anche nei nuovi residenti dall’estero”. Qualità della vita, casa, servizi, secondo Palazzi hanno giocato un ruolo. E ora servono più offerte universitarie.

L’analisi

Alberto Grandi, mantovano a Parma, famoso per i suoi libri sui miti della cucina italiana, commenta che “la crescita demografica non è di per sé un indicatore di benessere, ma è una delle condizioni che consentono a una città di mantenere servizi, attività economiche, consumi e vitalità sociale. E oggi questa crescita passa inevitabilmente anche dall’immigrazione”. C’è chi aggiunge che, in tema di demografia, la soluzione ci sarebbe ma nessuno la vuole, e si chiama Grande Mantova. Secondo Stefano Scansani, giornalista e studioso di storia cittadina, “il luogo comune di Mantova sono i Comuni intorno. Sono cinque, ci vivono 63.343 persone, contro i 50mila cittadini. In compenso tre hanno una superficie più grande del capoluogo. Tutti però usufruiscono di servizi, parcheggi, strade senza contribuire”. A impedire qualsiasi forma di vantaggiosa aggregazione, dice Scansani, sono da un lato “una costellazione di piccoli sovranismi che rende Mantova madre e matrigna” e la distanza anche politica da Regione e Governo.

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Porto di Valdaro

Il tessuto economico

La Mantova mai cresciuta, comunque, è anche la sintesi di un tessuto economico che - da agricolo e industriale - sta subendo una metamorfosi. La più simbolica è riassunta nel polo logistico di Valdaro, 3,6 milioni di metri quadri all’incrocio tra due dei principali corridoi di trasporto europei, che permette di collegare rapidamente i mercati del Sud Europa con quelli del Nord e l’Est con l’Ovest. Qui si sta sviluppando un centro intermodale (gomma, acqua, ferrovia) per la logistica sostenibile, il più importante della Lombardia orientale, per un volume di merci di circa 16 milioni di tonnellate/anno. E migliaia di lavoratori già arrivati o in arrivo. Il porto di Valdaro si trova vicino al Po e all’Autobrennero, e ora punta sulla ferrovia e sui fondi Ue (CEF, Connecting Europe Facility). Lo conferma il dirigente della Provincia, che segue lo sviluppo di Valdaro e dell’area ferroviaria retroportuale, l’architetto Gabriele Negrini: “Il porto intende investire nelle infrastrutture a modalità sostenibile come il treno, messo al servizio di imprese e filiere logistiche qualificate”.

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La collezione Sonnabend

La cultura e il Festivaletteratura

L’economia è solo una parte della mela. L’altra è quella culturale, concreto giacimento di risorse. In questi giorni la vita nel capoluogo virgiliano gira attorno al Festivaletteratura (chiude oggi) che celebra il trentennale. L’appuntamento ha sovrascritto l’identità mantovana. Basta rileggere le parole di uno dei suoi fondatori, Luca Nicolini, scomparso nel 2020 a 66 anni. Libraio di professione, si rivolgeva così ai ceti economici locali: “Mantova adesso è riconosciuta come ’la città del Festival della Letteratura’, i nostri prodotti sono riconosciuti come provenienti da una città che ha anche questo marchio di qualità”. Il suo giudizio trova conferme anche nelle parole di un non mantovano che conosce bene il festival. Lo scrittore Andrea Vitali sottolinea l’unicità della kermesse: “Un modello molto imitato: ha calato in uno scenario bellissimo una fitta serie di appuntamenti in contemporanea, un’esperienza unica. Un anno ho presentato l’Alcesti di Euripide e fui sorpreso perché l’incontro straripava soprattutto di giovani”.

Da secoli, Mantova sfoggia tesori storici, artistici e urbanistici come Palazzo Ducale e Palazzo Te, solidi poli d’attrazione turistica. Dallo scorso anno si è aggiunta la Sonnabend Collection, all’interno del Palazzo della Ragione, dove rimarrà 12 anni: ospita una delle più rilevanti collezioni private del XX secolo, costituita dalla celebre gallerista newyorkese Ileana Sonnabend. Con essa il ventaglio artistico di offerte proietta Mantova dal Trecento al Secolo Breve e - perché no? - al futuro.

 (7-continua)