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Artemis II, i pannelli delle “ali” spaziali sono made in Nerviano

July 18, 2026

Lo stabilimento Leonardo ha progettato e costruito la tecnologia fotovoltaica per il veicolo protagonista della missione della Nasa. Il team lavorerà anche per il volo sulla luna dell’astronauta Luca Parmitano

Il team di Nerviano della Divisione Spazio di Leonardo insieme a Howard Hu, manager della Nasa Orion Program

Il team di Nerviano della Divisione Spazio di Leonardo insieme a Howard Hu, manager della Nasa Orion Program

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Nerviano – Nello stabilimento Leonardo di Nerviano, alle porte di Milano, batte una parte del cuore tecnologico che ha reso possibile il ritorno dell’uomo intorno alla Luna. È qui che sono stati progettati e costruiti i pannelli fotovoltaici che compongono le quattro grandi “ali“ dell’European Service Module di Orion, il veicolo protagonista della missione Artemis II della Nasa, e le unità elettroniche che ne controllano e distribuiscono l’energia a bordo. Un contributo industriale che ha trovato il suo momento di riconoscimento ufficiale giovedì nella tappa torinese del Tour Europeo che ha visto protagonisti gli astronauti Reid Wiseman e Christina Koch. Il comandante della missione e la mission specialist, prima donna ad aver viaggiato verso la Luna, hanno incontrato a Torino nello stabilimento di Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, i dipendenti che hanno lavorato al programma, tra cui una delegazione arrivata proprio dal sito milanese.

Un incontro che ha avuto anche un valore simbolico: la consegna di un riconoscimento speciale ad alcuni componenti del team, a testimonianza di un lavoro che ha attraversato l’Atlantico per contribuire a un’impresa storica, il primo volo umano attorno alla Luna dopo oltre mezzo secolo. Il ruolo di Nerviano si inserisce in un contributo italiano più ampio, che comprende anche lo sviluppo torinese della struttura dell’European Service Module e dei sistemi di controllo termico, ma è proprio nello stabilimento della provincia di Milano che è nata la tecnologia energetica di Orion: ogni ala del modulo, composta da tre pannelli, raggiunge circa sette metri di lunghezza e concorre a generare, nell’insieme, oltre 11 kilowatt di potenza. Un’energia essenziale non solo per l’elettronica di bordo, ma per garantire le condizioni di vita necessarie all’equipaggio durante il viaggio.

Il ruolo del sito di Nerviano non si esaurisce nel capitolo Orion: è qui, infatti, che Leonardo sta sviluppando la robotica destinata alle future operazioni lunari, a partire dalla trivella Prospect dell’Esa, pensata per una missione commerciale della Nasa e dotata di un laboratorio integrato capace di analizzare il sottosuolo lunare alla ricerca di ghiaccio e altre risorse. Un investimento tecnologico che proietta lo stabilimento oltre l’attuale missione, verso Artemis III, a cui parteciperà l’astronauta italiano dell’Esa Luca Parmitano con lo stesso tipo di tecnologie a bordo, e verso Artemis IV, che dovrebbe riportare gli astronauti sulla superficie lunare.

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