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Artigianato, il ministro Adolfo Urso: «Corallo, cammei e ceramiche, sì ai marchi di tutela»

October 17, 2026

«La Campania è la regione con più richieste di registrazione del marchio Igp per i prodotti artigianali e industriali avanzate dall’Italia all’Europa: sono tre, Corallo di Torre del Greco, Cammeo di Torre del Greco e Ceramica di Vietri, alle quali se ne aggiungeranno presto altre, come ad esempio quella per il riconoscimento della specificità della Sartoria artigianale napoletana». A sostenerlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ieri ha partecipato a Napoli all’evento “Il saper fare artigiano e il riconoscimento dell’Igp: dal Cammeo e il Corallo di Torre del Greco alle Ceramiche di Vietri”, che si è tenuto nella Casa del Made in Italy di piazza Garibaldi. «L’Igp - ha sottolineato il ministro - è lo strumento che ha permesso all’industria alimentare italiana di vedere riconosciute, prima in Europa e poi negli altri continenti, le nostre eccellenze enogastronomiche. Oggi, grazie al recente regolamento europeo sulle Igp artigianali e industriali, saremo in grado di valorizzare e promuovere all’estero con più forza anche le nostre eccellenze non alimentari, tutelandole dalla contraffazione e dalle imitazioni». Terminata la procedura nazionale, la pratica passa all’Euipo (l’Ufficio dell’Ue per la proprietà intellettuale), che dovrà dare l’ok per l’eventuale registrazione ufficiale a livello europeo. «Euipo che ha già previsto che l’Italia possa aspirare ad almeno 90 riconoscimenti Igp in quest’ambito. Questo perché il nostro Paese è da sempre produttore di tante eccellenze che si realizzano in territori specifici da centinaia di anni, grazie ad una cultura produttiva che si tramanda di generazione in generazione».

L’Igp 

Per l’assessore alle Attività produttive della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, «è evidente che viviamo in un mondo di grande competizione, quindi abbiamo bisogno di strumenti sulla autenticità e sulla qualità: non basta fare un comunicato stampa. Per questo motivo, l’Igp per i prodotti non alimentari è una bella rivoluzione. E siamo orgogliosi che la Campania sia prima tra le regioni italiane per numero di richieste approvate dal ministero, a testimonianza che la nostra è una terra che ha tanti problemi, ma non ci sono mai mancate creatività e passione». Contento il sindaco di Vietri sul Mare, che ha ricordato come nella sua città «proprio grazie ad un accordo con la Regione, alcuni anni fa sia stata fondata una delle due scuole di ceramica italiane, l’altra è a Faenza. E ora con l’avvio della procedura per il riconoscimento dell’Igp, aggiungiamo un altro tassello che ci spinge ancora di più ad investire nalla valorizzazione dell’artigianalità e manualità dei nostri ceramisti».

Il corallo 

L’assessore alle Attività produttive del Comune di Torre del Greco, Antonio Crispino, ha invece sottolineato come quella del cammeo e del corallo siano «tradizioni secolari. Mio padre – ha raccontato - era corallaro, come mio nonno e suo padre prima di lui. Non molti sanno che il corallo ha un odore, che profuma le nostre case. Quindi - ha spiegato - il marchio Igp non sarebbe semplicemente un premio ad un prodotto che andiamo a vendere, ma il riconoscimento di un’identità, di una storia, che caratterizza il popolo torrese». Nel corso della mattinata, il ministro Urso, al quale è stato donato un piatto in ceramica raffigurante la sua immagine, ha anche incontrato alcuni ragazzi dell’unico liceo del Made in Italy di Napoli: studenti dell’Istituto “Enrico Caruso”, guidati dalla dirigente scolastica Letizia Testa, la quale ha auspicato che «il governo supporti questi percorsi di studio mettendo le scuole in contatto con realtà produttive del territorio in grado di rappresentare uno sbocco futuro sia formativo che lavorativo».