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- Artigiano delle scarpe cade nel messaggio-truffa e perde 54mila euro. Come è successo
La Polizia recupera oltre 35mila euro. I restanti 19mila già confluiti su conti esteri e piattaforme di criptovalute

L'artigiano delle scarpe 'caduto' nel messaggio truffa (a sinistra)

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Civitanova, 3 ottobre 2026 – Con un finto messaggio della banca, un artigiano di 35 anni del settore delle calzature finisce vittima di una truffa online. Ma le indagini tempestive dei poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Civitanova consentono di recuperare oltre 35.000 euro. E denunciare tre persone -due donne e un uomo- intestatarie dei conti correnti sui quali era confluita parte del denaro sottratto al 35enne.
Un sms nel quale veniva segnalato un addebito per un acquisto mai effettuato
La vicenda risale allo scorso aprile, quando il malcapitato aveva ricevuto sul proprio smartphone un sms apparentemente riconducibile alla società Nexi, nel quale veniva segnalato un addebito relativo a un acquisto mai effettuato. Preoccupato per l’operazione, aveva contattato il numero telefonico indicato nel messaggio, entrando in comunicazione con un sedicente operatore del servizio antifrode.
Le inidicazioni del sedicente operatore del servizio anti frode
Convinto di dover mettere al sicuro il proprio conto corrente, aveva seguito le indicazioni ricevute, effettuando alcune operazioni che, in realtà, avevano consentito ai truffatori di sottrargli quasi 54.000 euro. Resosi conto dell'inganno dopo aver parlato con alcuni familiari, il 35enne si era immediatamente rivolto al Commissariato, consentendo agli agenti di avviare immediatamente gli accertamenti.
I poliziotti hanno ricostruito i movimenti e individuato i conti correnti
I poliziotti hanno ricostruito i movimenti del denaro e individuato i conti correnti sui quali erano state trasferite le somme sottratte. La rapidità dell’intervento ha permesso di intercettare una parte consistente del denaro, evitando che venisse ulteriormente trasferita. Circa 19.000 euro erano invece già confluiti su conti esteri e piattaforme di criptovalute, rendendone più complesso il recupero.
L’individuazione dei truffatori
Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre consentito di risalire a tre persone, due donne, rispettivamente cinquantenne e quarantenne, e un trentenne, intestatarie e intestatario dei conti utilizzati per ricevere il denaro. Tutti e tre, con precedenti di polizia, sono stati denunciati per il reato di truffa. Le indagini proseguono per ricostruire l'intero percorso delle somme e verificare l'eventuale coinvolgimento di altri soggetti. La vicenda dimostra quanto sia importante rivolgersi tempestivamente alla Polizia di Stato quando si sospetta di essere vittima di una truffa. La velocità nella segnalazione può infatti risultare determinante per consentire agli investigatori di intervenire sui trasferimenti di denaro e limitarne la dispersione. È inoltre opportuno prestare attenzione alle telefonate apparentemente provenienti da banche o istituti conosciuti. Attraverso particolari tecniche informatiche, infatti, i truffatori possono falsificare il numero visualizzato sullo smartphone, facendo apparire una chiamata come proveniente proprio dalla propria banca o persino da un ufficio istituzionale. Non bisogna quindi comunicare credenziali o codici di sicurezza, né effettuare operazioni bancarie su indicazione di chi chiama. In caso di dubbio, è sempre preferibile interrompere la comunicazione e verificare la situazione attraverso i canali ufficiali.
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